Rassegna di giurisprudenza commentata

Di seguito riportiamo le sentenze commentate all’interno dell’articolo:

Per la categoria concorrenza:
Corte di Giustizia, Quarta Sezione, sentenza 5 marzo 2015, C-479/2016;

Per la categoria diritto d’autore:
Corte di Giustizia, Quarta Sezione, sentenza 5 giugno 2015, C-360/2013;
Corte di Cassazione, Prima Sezione, sentenza 19 febbraio 2015, n. 3340;

Per la categoria diffamazione:
Cassazione civile del 19 settembre 2014, n. 19746;
Corte Costituzionale del 18 luglio 2014, n. 221;

Categoria televisione:
Consiglio di Stato Sezione VI, 18 luglio 2014, n. 3849.

 

 

Rassegna di giurisprudenza commentata

Di seguito riportiamo le sentenze commentate in questo numero:

Per la categoria giornale e giornalista:

Corte di Cassazione, sentenza 20 maggio 2014, n. 11065;

Corte di Cassazione, sentenza del 18 marzo 2014, n. 6230;

Per l’editoria:

Cassazione Civile, Sez. III, sentenza del 10 marzo 2014, n. 5499;

Per il lavoro:

Cassazione Civile, Sez. Lavoro, sentenza del 9 gennaio 2014, n. 290;

Per la diffamazione a mezzo stampa:

Cassazione Civile, 12 maggio 2014, n. 10252;

Per il diritto d’autore:

Corte di Giustizia UE, 27 marzo 2014, n.314.

Rassegna di giurisprudenza commentata

Di seguito riportiamo le sentenze commentate in questa rubrica:

Corte di Giustizia dell’Unione Europea, sentenza 3 ottobre 2013 – C 59/2012- BKK c/ Wettbewerbs;

Corte di Giustizia dell’Unione Europea, sentenza del 30 giugno 2011, VEWA, C271/10, punto 25; sentenza
dell’11 marzo 2003, Ansul, C40/01, punto 26, e); sentenza del 19 settembre 2000, Linster, C287/98,
punto 43.

Per il diritto d’autore:

Corte di Giustizia dell’Unione Europea, sentenza del 3 ottobre 2013 – C 170/2012 – Peter Pinckeney c/
KDG Mediatech AG;

Corte di Giustizia, sentenza del 25 ottobre 2011, eDate Advertising e Martinez, C-509/09 e C-161/10,
punti 41 ss;

Cassazione Civile, Sezioni Unite, sentenza del 10 settembre 2013 n. 20700.

Per internet:

Cassazione Penale, sentenza del 17 dicembre 2013 – 3 febbraio 2014, n. 5107.

Per la Privacy:

Tribunale Milano, sentenza del 7 novembre 2013;

Cassazione Penale, sezione III, sentenza del 12 dicembre 2013 n. 2887;

Garante per la protezione dei dati personali, provvedimento del 10 luglio 2008;

Cassazione civile SS.UU., sentenza del 16 dicembre 2013 n. 27996;

Cassazione Penale, sentenza del 9 dicembre 2011, n. 48587.

 

 

Brevi considerazioni su un’ordinanza potenzialmente capace di stravolgere il mondo dei contributi all’editoria

Con recentissima ordinanza del 22 maggio 2013, la seconda sezione civile del Tribunale Ordinario di Roma, nello sciogliere la riserva assunta nell’ambito di un procedimento sommario di cognizione intentato da una società editrice nei confronti della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per l’informazione e l’Editoria (P.C.M.), ha condannato quest’ultima al pagamento della somma di € 2.194.941,83 oltre interessi, a titolo di contributi, maturati per l’anno 2010 e previsti dalla L. n. 250/1990 contenente “Provvidenze per l’editoria e riapertura dei termini, a favore delle imprese radiofoniche, per la dichiarazione di rinuncia agli utili di cui all’art. 9, comma 2, della legge 25 febbraio 1987, n. 67, per l’accesso ai benefici di cui all’art. 11 della
legge stessa”. Nel corso dell’articolo si esplicheranno i fatti.

Rassegna di giurisprudenza commentata

Riportiamo le sentenze, i casi e le notizie che verranno trattate nella rubrica dedicata alla giurisprudenza commentata.

CONCORRENZA – PUBBLICITÀ
Corte di Giustizia dell’Unione Europea, Grande Sezione, causa 18 giugno 2013 – C-681/11

Sentenza del Consiglio di Stato, Sezione VI, 4 marzo 2013, n. 1259

Sentenze del Consiglio di Stato, Sezione Sesta, 27 ottobre 2011, n. 5785; Consiglio di Stato, Sezione Sesta, 24 novembre
2011, n. 6204

REATI A MEZZO INTERNET

Cass. Pen. Sezione III, 26 settembre 2012, n. 37076

DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA
Cass. Pen. Sezione V, sentenza 18 ottobre 2012-31 gennaio 2013, n. 5065

 

La configurabilita del reato di stampa clandestina nella pubblicazione di un giornale telematico

La Corte di Cassazione Penale, con la sentenza n. 23230 del 10 maggio 2012, ha annullato la condanna, per stampa clandestina, di un giornalista che aveva pubblicato, su un sito internet, un giornale di informazione civile senza aver eseguito gli adempimenti di registrazione, prescritti per legge, presso la Cancelleria del Tribunale competente. I giudici della Cassazione hanno esaminato i punti fondamentali della disciplina normativa riguardante la stampa, per vedere se tali norme potevano essere applicate al giornale informatico diffuso in via telematica.

All’interno dell’articolo vengono riportati gli stralci più interessanti della sentenza.

Rassegna di giurisprudenza commentata

La rubrica di questo numero che ha per tema la rassegna di giurisprudenza commentata  affronta, analizzando diverse sentenze, i temi riguardanti la diffamazione, i legami che possono sussistere tra  internet e il favoreggiamento alla prostituzione e alla pubblicazione di notizie di rilievo pubblico; i temi connessi l’editoria ed imprese radiofoniche con particolare rilievo per la truffa aggravata per il conseguimento di pubbliche erogazioni, i problemi riguardanti radio e televisione e reti private, le molestie a mezzo sms, la falsa accusa nella simulazione del reato e la natura giuridica delle 20 casse privatizzate dal D. LGS 509/1994.

Rassegna di Giurisprudenza commentata

Nella rubrica che si occupa della rassegna di giurisprudenza commentata sono trattati diversi temi sempre prendendo in esame diverse sentenze.

In particolar modo in questo numero si affronta il tema della diffamazione partendo da tre casi specifici: nel primo caso si affronta il tema della responsabilità del direttore di un quotidiano anche per le c.d. notizie brevi;

nel secondo si affronta il tema della libertà di opinione, nel caso specifico nell’ambito lavorativo;

il terzo caso ci descrive ancora un caso di diffamazione sempre in ambito lavorativo attraverso provocazioni via web.

Altro tema che viene esaminato è quello della privacy, attraverso il commento di una sentenza della Cassazione che ha stabilito l’illegittimità della pubblicazione dei dati personali e sensibili riguardanti la salute di un soggetto.

Si affrontano i temi della professione giornalistica, con particolare riferimento al diritto di critica sia rivolto ad un normale cittadino che ad un uomo politico e quello del diritto d’autore attraverso il commento del decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri che stabilisce le modalità per l’assolvimento dell’obbligo di apporre il contrassegno SIAE sui supporti in vendita.

In ultimo viene preso in esame un ricorso cautelare presentato da un’associazione alla Sezione specializzata in materia di Proprietà industriale e intellettuale in ambito di identità culturale e politica.

 

 

I risvolti penalmente rilevanti per un soggetto che utilizza le generalita di un altro individuo per creare un falso indirizzo di posta elettronica

Il caso in esame vede condannato un soggetto per la commissione del reato di cui all’art. 494 cod. pen.

In particolare, l’imputato, viene dichiarato, dalla Suprema Corte, colpevole per aver commesso il reato di sostituzione di persona in quanto, in concorso con altro soggetto e senza il consenso della parte interessata, al fine di trarne profitto o di procurare a quest’ultima un danno, ha utilizzato i dati anagrafici di una donna, aprendo a suo nome un account e una casella di posta elettronica e facendo, così. ricadere sull’inconsapevole intestataria, le morosità nei pagamenti di beni acquistati mediante la partecipazione ad aste in rete.

La pronuncia in commento offre lo spunto per approfondire la fattispecie del reato di sostituzione di persona e comprendere le ragioni che hanno indotto i giudici di legittimità a ritenere che l’utilizzo, da parte di un soggetto, delle generalità di un altro individuo, per creare un falso indirizzo di posta elettronica “al fine di trarne profitto o di procurare a quest’ultimo un danno” configura la fattispecie di cui all’art. 494 cod. pen.

Rassegna di giurisprudenza commentata

Nella rassegna di giurisprudenza commentata vengono commentate una serie di sentenze in merito al diritto d’autore, editoria e giornalismo con particolare attenzione alla diffamazione a mezzo stampa, radio tv.

Per quanto riguarda il diritto d’autore vengono esaminate una sentenza della Cassazione Penale e due sentenze una Tribunale di Milano e una del Tribunale di Roma.

Per i casi riguardanti editoria e giornalismo vengono commentate alcune sentenze della Cassazione Civile con particolare riferimento alla cronaca giudiziaria e al principio di non colpevolezza, o la diffamazione a mezzo stampa; per la radio tv è commentata una sentenza del Tar del Lazio del 2012 che ha annullato la delibera 366/10/CONS dell’Autorità Garante delle Comunicazioni recante il piano di numerazione automatica dei canali della televisione digitale terrestre.