Disposizioni relative ad impianti di comunicazione elettronica destinati ad uso pubblico (Articoli 86-95)

Il D.Lgs. 1 agosto 2003, n. 259, recante il “Codice delle comunicazioni elettroniche” (di seguito, il Codice) dedica alla materia dell’installazione di reti ed impianti di comunicazione elettronica un intero capo, il quinto, che si compone di dieci articoli (da 86 a 95). In essi è recata la disciplina generale del procedimento di autorizzazione all’installazione degli impianti (il cd. cablaggio orizzontale), della condivisione delle infrastrutture (il cd. cablaggio verticale) e degli oneri economici che possono imporsi agli operatori. Tuttavia, contrariamente a quanto accade per le altre tematiche affrontate nel Codice, nel caso di specie la relativa disciplina non esaurisce l’impianto normativo rilevante, integrato da interventi che il legislatore ha posto in essere anche successivamente all’adozione del Codice (si pensi, in primis, alla legge n. 133/08 e alla legge n. 111/11) e ciò al fine di adeguare detto impianto alle sempre più pressanti
esigenze di semplificazione delle procedure di realizzazione delle reti di nuova generazione, attesa la loro riconosciuta valenza strategica per la modernizzazione del Paese. Invero, la frammentarietà delle fonti normative, cui si aggiungono le copiose prescrizioni regolamentari attuative deliberate dall’Autorità, disegna un quadro articolato e complesso che appare in frontale contrasto con il decantato fine della semplificazione delle procedure. Questa ed altre problematiche saranno analizzate nei paragrafi che
seguono.

Il trattamento del credito residuo nei contratti di comunicazione elettronica tra problematiche risolte e questioni ancora aperte

Con decisione n. 2839 del 7 maggio 2009 il Consiglio di Stato, confermando la sentenza del Tar Lazio, Sez. IIIter, n. 1773/08, ha fatto definitiva chiarezza sulla sussistenza nell’ordinamento italiano del diritto dell’utente al riconoscimento del credito residuo in caso di scioglimento anticipato del rapporto contrattuale con gli operatori di comunicazione elettronica, e alla portabilità dello stesso in caso di  trasferimento dell’utenza presso un operatore diverso da quello di origine. La controversia sottesa alla decisione del Giudice d’appello traeva origine dalle ambiguità interpretative di cui è senz’altro affetta la legge n. 40/07 di conversione del decreto legge n. 7/07 (cd Bersani bis) in tema di trattamento del credito residuo. Tale novella legislativa, recante “misure urgenti per la tutela del consumatore” ha previsto, tra l’altro, all’art. 1, una serie di misure finalizzate alla tutela dell’utenza e alla promozione della concorrenza nel settore delle comunicazioni elettroniche. Tuttavia, malgrado la sua dichiarata missione pro-consumeristica, i termini della tutela dell’utenza che la norma citata intende assicurare non  appaiono di immediata percezione, al punto da richiedere un notevole sforzo interpretativo non solo ad opera dell’Autorità di regolazione di settore, ma anche dell’autorità giudiziaria. La decisione del Consiglio di Stato riveste un particolare interesse in quanto rappresenta l’ultimo atto di una vicenda, appunto quella relativa alla restituzione e alla portabilità del credito residuo, sulla quale si erano già pronunciate in successione temporale, e con sfumature differenti, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, il Tar del Lazio, il giudice di merito e l’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Tuttavia, se sembra oramai pacifica la riconoscibilità del credito residuo all’utente dei servizi di comunicazione elettronica che recede dal contratto prima della sua scadenza naturale, la sensazione è che nemmeno la lettura combinata dei dispositivi delle sentenze del TAR e del Consiglio di Stato, dell’ordinanza del Tribunale di Roma e delle delibere dell’Autorità vale a fugare tutti i dubbi interpretativi connessi all’applicazione della legge Bersani-bis in tema di trattamento del credito residuo. Il presente contributo è dedicato alle problematiche risolte e a quelle rimaste ancora insolute,con particolare riguardo al trattamento del credito residuo nei servizi televisivi.