Politica e comunicazione

Politica e comunicazione sono due termini sempre andati a braccetto. Il punto di connessione è dato dalla circostanza che la politica si regge sul consenso e che la comunicazione è strumentale all’ottenimento del consenso. Si tratta di un nesso presente a prescindere dal carattere democratico o no delle istituzioni. Anche nelle dittature, come insegna la storia, la macchina della propaganda e, perciò, della comunicazione gioca un ruolo essenziale nella conservazione del regime. Nelle democrazie la differenza sta nel fatto che essendovi opinioni politiche in concorrenza, gli strumenti di comunicazione attraverso cui le opinioni sono diffuse offrono differenti punti di vista. Il che può avvenire sia perché il medesimo strumento di comunicazione dà conto delle varie opinioni politiche e sia perché vi sono strumenti di informazione, strettamente funzionali ciascuno alle differenti opinioni politiche, che ne costituiscono uno strumento privilegiato di diffusione (si pensi a quelli che sono stati i giornali di partito).
In questo schema, colui che opera nella comunicazione gioca un ruolo fondamentale: intermedia tra il pensiero politico ed i cittadini, cercando di cogliere del primo gli aspetti essenziali e di sostanza, in modo da trasmetterli ai secondi nel modo più chiaro e comprensibile. Certamente, nello svolgimento di questo ruolo ha un rilievo centrale anche la personale ideologia di chi opera nella comunicazione. Tuttavia, maggiore è il rigore professionale, maggiore è la trasmissione di un contenuto articolato, capace di veicolare anche le implicazioni sostanziali del messaggio politico.

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La Direttiva (UE) 2019/790 del 17 aprile 2019 sul diritto d’autore e sui diritti connessi: brevi riflessioni in attesa degli atti di recepimento a livello nazionale

L’emergenza derivata dalla diffusione del CoVid19 ha modificato ulteriormente le abitudini di vita e di consumo dei cittadini, accelerando ulteriormente l’utilizzo di sistemi digitali di fruizione dei contenuti. Con evidenti ripercussioni anche sulle attività degli operatori dell’informazione che producono i contenuti che vengono distribuiti in rete spesso da altri soggetti.
Il tema della tutela del diritto d’autore nel mercato unico digitale torna, quindi, ad assumere una centralità nell’ambito del dibattito accademico e professionale, con riferimento ai profili giuridici, economici e sociali sottesi.
L’analisi della Direttiva europea sul diritto d’autore e sui diritti connessi nel mercato unico digitale n. 2019/790 del 17 aprile 2019 approvata dal Parlamento e dal Consiglio europeo il 17 aprile 2019, di seguito chiamata la Direttiva, che, tra l’altro, ha modificato
le direttive n. 69/9/CE e 2001/29/CE, appare una buona opportunità per fare un punto della situazione.
Il percorso di approvazione della Direttiva è stato lungo e complesso, anche perché è stato frutto di molti contrasti tra correnti di pensiero diverse, in parte condizionati sia dalle pressioni dei grandi operatori del settore che dai fornitori di contenuti a livello
locale, in parte da posizioni contrapposte a livello teorico. La proposta dalla Commissione Europea di una Direttiva che affrontasse in maniera organica i nuovi e complessi profili di regolazione della tutela del diritto d’autore nel mercato digitale nasce nell’ambito di una serie di provvedimenti del 2016 che, incidendo su temi specifici, mancavano di organicità.

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La difficile convivenza tra intelligence e privacy nell’era del cybercrime. Ruolo e natura degli hackers al servizio degli Stati

Il 566° Squadrone Intelligence presso lo Space Command della US Air Force a Buckley, Aurora, Colorado ascolta le comunicazioni elettroniche per conto della National Security Agency. Lo fa anche l’omologo Comando a Menwith Hill, Harrogate Yorkshire, in Inghilterra
o il Comando congiunto a Pine Gap nel cuore del continente australiano, tutti ascoltano le comunicazioni elettroniche. I russi fanno lo stesso, sia dal suolo patrio che da basi sparse nel mondo come a Cuba, i Cinesi idem, anche da un centro in Argentina.
Il sistema di ascolti Echelon1 è probabilmente il più formidabile strumento di difesa e sicurezza occidentale condiviso dai paesi anglofoni. Anche in Italia opera dalla base della intelligence a Cerveteri e dalla nave ammiraglia della VI Flotta di stanza a Gaeta, la Mount Withney che ospita personale della NSA2. Tutti questi comandi spiano con grande impiego di mezzi, satelliti, misure elettroniche ed ascoltano potenzialmente tuttoquanto sia sussurrato per telefono, per cable, per radio o captato da microfoni ambientali, inoltre osservano immagini, decrittano segnali, il tutto in ossequio a prassi internazionali, regole interne, regionali ed a regolamenti molto scrupolosi. A ciascuno è vietato spiare i propri concittadini ed altissimo è il livello di counter intelligence interno, le spie sono spiatissime perché non facciano danni. La NATO3 ha sia un nucleo di counter intelligence elettronica, centralizzato, sia i propri strumenti di ascolto, anche in Italia al Lago Patria sede del Comando Alleato per il Sud Europa dove vi è un centro SIGINT4, Signal Intelligence. Nell’ambito del II Reparto Informazioni e Sicurezza alle dipendenze dello Stato Maggiore della Difesa italiana opera una rete di centri di ascolto e di difesa elettronica simili a quanto descritto per gli americani e le altre potenze, stessa funzione, stesse regole di ingaggio: specialisti militari e a volte civili molto competenti, molto controllati, con limitazioni strettissime, proporzionate al potere affidato alle loro mani.
Cosa accade nell’ambito della Pubblica Amministrazione, dei civili? Solo l’Autoritá Giudiziaria ha di fatto il potere di ascoltare le comunicazioni elettroniche (anche le c.d. preventive dei servizi segreti vanno autorizzate dalla Procura Generale di Roma) che, come fanno anche le aziende ed i privati, generalmente si avvale di consulenti informatici, esperti hackers.

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Il modello Wholesale Only: la rivoluzione del nuovo codice delle comunicazioni elettroniche

Obiettivo del presente lavoro è stato analizzare, nel contesto del mercato delle telecomunicazioni, le caratteristiche del modello “wholesale only”, il quale si configura come strumento innovativo per l’ingresso dell’Unione europea nell’era della Gigabit Society.

Per fare ciò, si sono ripercorse brevemente le tappe normative che hanno portato all’adozione del Codice delle comunicazioni elettroniche nei primi anni 2000, al fine di comprendere le ragioni che hanno spinto il legislatore europeo ad aggiornare e riformare le norme esistenti mediante la direttiva (UE) 2018/1972 del Parlamento europeo e del Consiglio. In seguito, ci si è soffermati sul modello di business di operatori wholesale only, analizzandolo dal punto di vista normativo e regolamentare ed evidenziandone gli aspetti innovativi per la competitività del Paese. Infine, dopo aver esaminato l’importanza strategica che le infrastrutture di rete rivestono per una corretta applicazione del modello, ed aver offerto un esempio di operatore wholesale only operante sul territorio nazionale italiano, si sono esposte delle considerazioni sulle sfide tecnologiche, economiche e regolamentari che gli operatori wholesale only si trovano ad affrontare, tenendo conto del clima concorrenziale ancora fortemente asimmetrico e delle problematiche causate dal digital divide e dall’inesistenza di operatori alternativi che investono in infrastrutture di rete di nuova generazione.

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Riflessioni in tema di diritto d’autore: il caso Saviano

La Corte di Cassazione si pronuncia sulla illegittima riproduzione nel libro “Gomorra” di alcuni articoli giornalistici.

La decisione offre l’occasione per riflettere sul diritto d’autore in rapporto agli articoli di giornale, sull’originalità necessaria affinchè sia accordata la tutela, sulle c.d. “utilizzazioni libere” e sui presupposti necessari ai fini del risarcimento del danno.

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MC n. 2/2019

Il numero 2 del 2019 si apre con l’editoriale del Prof. Astolfo Di Amato sul tema della connessione tra comunicazione e politica e di come i social hanno radicalmente cambiato il ruolo dei comunicatori e dei fruitori del messaggio politico.

L’attenzione poi si rivolge alla tutela del diritto d’autore nel mercato unico digitale. Lo studio di Vincenzo Ghionni parte dall’analisi della Direttiva Europea digitale n. 2019/790 attraverso un excursus che partendo dalla produzione dei contenuti e dall’acquisizione delle licenze, arriva ad analizzare anche la remunerazione degli artisti de degli autori, fino al recepimento della disciplina in sede legislativa italiana.

Più che attuale il contributo di Sergio Falcone e Mario Scaramella sul tema della difficile convivenza tra intelligence e privacy nell’era del cybercrime e sul ruolo e natura degli hackers al servizio degli Stati.

Merita particolare attenzione poi il contributo di Ilaria Napolitano sulla pronuncia della Corte di Cassazione sulla illegittima riproduzione nel libro “Gomorra” di alcuni articoli giornalistici. La decisione offre l’occasione per riflettere sul diritto d’autore in rapporto agli articoli di giornale, sull’originalità necessaria affinché sia accordata la tutela, sulle c.d. “utilizzazioni libere” e sui presupposti necessari ai fini del risarcimento del danno.

Sulle problematiche dei Big Data, infine, Federica Loffredo analizza in maniera dettagliata il fenomeno del “wholesale only”, il quale si configura come strumento innovativo per l’ingresso dell’Unione europea nell’era della Gigabit Society. Per fare ciò, si sono ripercorse brevemente le tappe normative che hanno portato all’adozione del Codice delle comunicazioni elettroniche nei primi anni 2000, al fine di comprendere le ragioni che hanno spinto il legislatore europeo ad aggiornare e riformare le norme esistenti mediante la direttiva (UE) 2018/1972 del Parlamento europeo e del Consiglio. In seguito, ci si è soffermati sul modello di business di operatori wholesale only, analizzandolo dal punto di vista normativo e regolamentare ed evidenziandone gli aspetti innovativi per la competitività del Paese. Infine, dopo aver esaminato l’importanza strategica che le infrastrutture di rete rivestono per una corretta applicazione del modello, ed aver offerto un esempio di operatore wholesale only operante sul territorio nazionale italiano, si sono esposte delle considerazioni sulle sfide tecnologiche, economiche e regolamentari che gli operatori wholesale only si trovano ad affrontare, tenendo conto del clima concorrenziale ancora fortemente asimmetrico e delle problematiche causate dal digital divide e dall’inesistenza di operatori alternativi che investono in infrastrutture di rete di nuova generazione.

 

 

 

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Il Framework Nautilus per la gestione dell’innovazione e la sua applicazione al caso della start up Glass to Power

La gestione dell’innovazione è un argomento da sempre al centro dell’interesse di una pluralità di stakeholder a livello globale. Tale tematica assume una strategica rilevanza per le aziende e più in generale per le economie locali, in particolar modo per quanto riguarda la capacità di generare competitività e nella creazione di valore per le singole attività. Le imprese – sia grandi compagnie, PMI o start up – intraprendendo attività innovative, da un lato ricevono dei premi per il rischio superiori alla media (come storicamente dimostrato da numerosi contributi empirici), dall’altro innalzano il livello di competizione a vari livelli, impattando pertanto i relativi processi concorrenziali annessi. Se quindi da un lato la gestione dell’innovazione può esser considerata un’attività correlata alla creazione di ricchezza e valore per l’azienda, nonché per il territorio – secondo una visione allargata – dall’altro lato occorre tener presente che esso è un problema manageriale (Sobrero, 1999). Ad oggi tale tema è il fulcro di numerose scelte strategiche e decisioni dei governi, nonché dibattiti tra i policy makers – sia a livello nazionale che internazionale – e i diversi attori del cosiddetto “ecosistema dell’innovazione”. Data la forte attenzione rivolta a questo argomento, si è deciso di porre l’attenzione su una consolidata metodologia, ovvero il framework metodologico “Nautilus”, e su quella che è considerata a tutti gli effetti una best practice, il caso “Glass to Power”, senza tralasciare i fondamentali aspetti legati alla comunicazione che hanno contribuito in maniera significativa al successo della start up.

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La crescita dei servizi di cloud computing

Negli ultimi anni l’avanzata dei processi di trasformazione digitale dell’economia ha favorito una significativa espansione della domanda di servizi di cloud computing. Le imprese utilizzano i servizi di cloud computing per conseguire delle efficienze nella gestione della crescente quantità di dati informatici che occorre produrre, immagazzinare, elaborare e conservare. Il lavoro contiene un sintetico rapporto sullo stato dell’arte del mercato dei servizi di cloud computing. Si analizzano le caratteristiche principali di tali servizi e sono riportate le statistiche più significative sul grado di diffusione e sul valore delle vendite generati. Infine, si rappresentano gli aspetti di maggiore rilevanza sotto il profilo dello sviluppo del mercato in chiave competitiva, esaminando le tendenze più rilevanti in atto (aumento del grado di concentrazione dell’offerta, diffusione dei servizi di cloud ibrido, strategie di approvvigionamento “multicloud”).

 

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L’introduzione della 5G e la gara di assegnazione delle frequenze

La gara per l’assegnazione dei diritti di uso delle frequenze per la 5G indetta dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) ha registrato un importante successo capace di generare un incasso di circa 6,5 miliardi di euro per lo Stato. L’introduzione della rete wireless di quinta generazione rappresenta una scelta strategica fondamentale per l’economia italiana e lo stesso successo dell’asta, caratterizzata da notevoli rilanci da parte dei player delle telecomunicazioni, ha testimoniato il grande interesse degli operatori per le notevoli ricadute che avrà sull’intero comparto economico. La 5G darà inizio a nuova era nell’ambito della connettività assumendo le vesti di un’innovazione del tipo general purpose, ovvero capace di influenzare l’intero sistema economico-sociale favorendo l’introduzione di numerose innovazioni. La capacità della nuova rete di gestire enormi volumi di dati con bassa latenza permetterà la più ampia diffusione dell’Internet of Things (IoT), della Virtual Reality (VR), dell’Augmented Reality (AR), dell’intelligenza artificiale (AI) e dei servizi cloud, accelerando la digitalizzazione dell’economia ed accrescendo la competitività del Paese. Nell’articolo, dopo un breve excursus sui precedenti standard wireless che si sono succeduti nel tempo, si descrivono le caratteristiche tecniche della 5G e la sua peculiare capacità di garantire la comunicazione anche tra i dispositivi. Successivamente saranno analizzati i driver che hanno spinto per la realizzazione del nuovo standard, mentre nella quarta sezione sarà esposto il potenziale impatto della 5G sui sistemi economici nazionali. L’articolo si chiude con la descrizione del bando del MISE che recepisce le direttive comunitarie e con l’analisi dell’esito della gara.

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Il ruolo della comunicazione per start up e spin off: development stages e start up financing

Nel corso degli ultimi anni la comunicazione ha vissuto una notevole evoluzione dovuta in particolar modo all’avvento massivo del web, di internet e di una moltitudine di social networks, nonché lo sviluppo e la rapida diffusione di nuovi innovativi modelli e strumenti. Per le nuove società, in particolar modo le start up e gli spin off, la comunicazione gioca un ruolo fondamentale sia al loro interno che all’esterno. A seconda dello stadio di sviluppo della compagnia e/o degli stakeholder di riferimento, variano le modalità di comunicazione e le relative strategie poste in essere dalle società in tale ambito. Ad oggi esistono diversi modelli organizzativi e di strategie di sviluppo delle start up e spin off, in tutti questi la comunicazione risulta un comune driver che assume un fondamentale ruolo sia per le fasi iniziali di avvio delle neo imprese, sia per l’ottenimento di finanziamenti che il conseguente miglioramento delle performance. Le nuove imprese hanno particolare riguardo alle strategie di comunicazione e al marketing. Date le scarse risorse iniziali, le tipologie che esse privilegiano sono specialmente i modelli di comunicazione non convenzionale e low cost. La rilevanza della comunicazione viene messa in risalto anche dai più recenti interventi in tema di regolamentazione da parte di diverse Authority,tra cui la Consob. Ciò trova riscontro in particolar modo considerando alcune nuove tipologie di raccolta di capitale di rischio e meccanismi di finanziamento innovativi, come ad esempio il crowdfunding. L’obiettivo di questo articolo è descrivere l’evoluzione della comunicazione, le funzioni ed il relativo ruolo che essa riveste per le start up e gli spin off. Il tema della comunicazione è particolarmente attuale ed è al centro dell’interesse sia di startupper che dei policy makers. Questo contributo cerca quindi di fornire un supporto a diverse tipologie di soggetti e presentare una panoramica rappresentativa dell’attuale contesto relativo alle start up e agli spin off analizzandone lo stato e le novità in tema di comunicazione.

 

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