nel numero 1 del 2015

Caso Yahoo video la Corte di Appello di Milano non vede responsabilita nell’operato dell’internet provider

Michele Iaselli

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La Corte di Appello di Milano con questa sentenza n. 29 del 7 gennaio 2015 dice la sua su un argomento noto e delicato come la responsabilità dell’Internet Provider in merito ai contenuti presenti in Rete. In particolare la controversia coinvolge RETI TELEVISIVE
ITALIANE s.p.a. (RTI) nei confronti di YAHOO! ITALIA s.r.l. e YAHOO!INC. ed ha per oggetto uno specifico servizio di YAHOO! IT. (denominato YAHOO! VIDEO) che ai tempi della controversia erogava attraverso i suoi siti un servizio di pubblica fruizione di video, mediante il quale i singoli utenti potevano caricare, sulle piattaforme messe a disposizione dal gestore, contenuti video da condividere con altri utenti di Internet, i quali, dunque, senza alcuna preventiva registrazione, potevano accedere e visionare gratuitamente i video, potendo altresì procedere a un commento degli stessi attraverso l’inserzione di un messaggio a mezzo di appositi spazi. RTI, titolare dei diritti di sfruttamento economico di molti programmi televisivi inseriti illecitamente da terzi sulla rete telematica gestita da YAHOO! IT. chiama in giudizio il provider contestando un ingiustificato comportamento omissivo circa la rimozione dei programmi oggetto di contestazione con conseguente sviluppo di un’accesa vertenza giudiziaria che probabilmente non cesserà con questa pronuncia della Corte di Appello di Milano. In verità il giudice di 2° grado riformando, a favore dell’Internet Provider, la sentenza n. 10893/2011 del Tribunale di Milano si allontana molto da quel delicato assetto di equilibrio e di bilanciamento che, ormai, si stava delineando in materia sia in dottrina
che in giurisprudenza, e che in verità in toto aveva recepito il giudice di prime cure. La stessa Corte di Giustizia con recenti sentenze sta ormai assumendo una posizione di maggior rigore nei confronti degli Internet Provider che mal si concilia con questa decisione della Corte di Appello.

L'autore

Michele Iaselli

Avvocato, docente di logica ed informatica giuridica presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Docente a contratto di informatica giuridica presso LUISS - dipartimento di giurisprudenza. Specializzato presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II in "Tecniche e Metodologie informatiche giuridiche". Presidente dell’Associazione Nazionale per la Difesa della Privacy. Funzionario del Ministero della Difesa. Già docente in materia di Legislazione New Economy (CARID - Universita' di Ferrara) e docente in informatica giuridica presso il Tribunale di Napoli e la scuola forense di Capitanata. Relatore di numerosi convegni, ha pubblicato diverse monografie o contribuito ad opere collettanee in materia di informatica giuridica e diritto dell’informatica con la EsseLibri, la Giuffré, la Halley editrice, l’Ipsoa, la Liguori, la Nyberg, Il Sole 24 ore, La Tribuna, Il Nuovo Diritto.Membro del Comitato scientifico di Assodigitale (Associazione italiana operatori media digitali). Membro del Consiglio scientifico dell’Istituto Italiano della Privacy e del Comitato dei saggi di ANORC (Associazione Nazionale per Operatori e Responsabili della Conservazione Digitale).Socio onorario ANORC, Federprivacy e Associazione Cittadini di InternetComponente del direttivo di ABIRT (Advisory Board Italiano dei Responsabili del Trattamento dei dati personali). Socio istituzionale IISFA (International Information Systems Forensics Association).Socio ANDIG (Associazione Nazionale Docenti Informatica Giuridica e Diritto dell’Informatica).Socio SIIG (Società Italiana di Informatica Giuridica).