Codici di condotta, certificazioni e DPO: tra autoregolamentazione e best practice

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I motivi per cui la UE ha emanato il regolamento UE 679/16 sono in gran parte riconducibili alla necessità di porre un freno alle ondate dilaganti di telefonate, di mail, di proposte cartacee (spesso illegali) basate spesso sull’acquisizione di dati per una gestione non propriamente etica e trasparente, anzi – spesso – ricollegabili alla rivendita di data base anagrafici.
Ma anche l’escalation di attacchi hacker che, negli ultimi anni, ha messo in serio pericolo la sicurezza dei dati personali di milioni di persone, nonché, l’acquisizione e lo sfruttamento incondizionato di tali dati operato ai danni dei singoli individui ha generato
nel legislatore europeo la consapevolezza della necessità di una normativa più stringente capace di tutelare realmente i cittadini europei.
Con la costante diffusione di internet e dei servizi commerciali via rete elettronica, sono infatti, aumentate le necessità di regolamentare la gestione dei dati del singolo individuo nel proprio paese di domicilio o in paesi comunque “connettibili” al domicilio.

L'autore

Stefano Vergani