Collegio sindacale ed Organismo di Vigilanza tra d.lgs. n. 231/2001, regolamento (UE) n. 679/2016 e d.lgs. n. 101/2018

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Il contributo, muovendo le mosse dal c.d. pacchetto protezione dati, ne disamina le ripercussioni, per determinati tipi di società, sul Collegio sindacale, dedicato al controllo ex post dell’attività sociale, e sull’Organismo di Vigilanza, dedicato al monitoraggio istituito dalla normativa antiriciclaggio, così inserendosi nel dibattito circa il ruolo, se quello di responsabile del trattamento ovvero quello di titolare del trattamento, cui si fanno carico detti organi di controllo e vigilanza, ai fini della normativa di cui al RGPD. Di talchè, sulla scorta di puntuale riscontro nelle recenti norme di comportamento del Collegio sindacale, rispettivamente del 2015 e del 2018, viene affrontato il precipuo caso di Collegio Sindacale al quale siano attribuiti i compiti dell’Organismo di Vigilanza. In tal guisa, la trattazione si sposta dalla comparazione tra gli organi alle similitudini tra d.lgs. 231/2001 e RGPD, con il doveroso coinvolgimento, pertanto, della figura del DPO. Da ultimo, dandosi conto della circostanza secondo la quale il d.lgs. n° 231/2001 non contempli, nel catalogo dei suoi cc.dd. reati-presupposto, illeciti in tema di privacy, si effettua una breve disamina delle nuove fattispecie previste all’interno del codice privacy a seguito del d.lgs. n° 101/2018, muovendo dal presupposto che si tratti di una significativa estensione dell’attività del DPO, oggetto di informativa verso gli organi di controllo e di vigilanza.

L'autore

Federico Domenico Enrico De Silvo