nel numero 1 del 2017

Comunicazioni elettroniche, processi di innovazione istituzionale e avvento dello Stato regolatore. A venti anni dall’istituzione dell’AGCOM, una rilettura delle fasi di avvio della riforma della governance di settore

Vincenzo Maria Sbrescia

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Al fine di garantire il rispetto delle regole della concorrenza nel settore delle telecomunicazioni e di assicurare il pluralismo dell’informazione, fu istituita, venti anni orsono, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, prevista dalla Legge 31 luglio 1997, n. 249 di riforma del settore delle telecomunicazioni e della radiotelevisione. L’Autorità fu, effettivamente, resa operativa a partire dal marzo del 1998. L’idea del legislatore era di disegnare un’Amministrazione convergente, un’Istituzione capace di presidiare unitariamente il comparto allargato delle TLC e della radio tv e di guidare il processo di liberalizzazione avviato dal legislatore comunitarioSi mirava a cogliere le sfide derivanti dai processi di convergenza tra voci, immagini e dati, anche in linea con gli orientamenti e con i primi studi in corso a livello europeo in quella fase storica (siamo alla fine degli anni ’90), stavano orientando il legislatore comunitario verso la costruzione di un unico quadro regolatorio chiamato a disciplinare il comparto allargato delle comunicazioni elettroniche.  Anticipando i processi di convergenza tra la radiotelevisione, la telefonia e i sistemi informatici (e ponendosi verso “il diritto della convergenza”), il legislatore italiano volle definire un’Autorità della convergenza nelle comunicazioni ante litteram. Si riuscì, in questo modo, a configurare un modello istituzionale innovativo ed originale che ha rappresentato (e rappresenta tutt’ora) esso stesso un prezioso riferimento per i legislatori di altri Paesi, non solo europei. In occasione del ventennale dall’istituzione dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, appare doveroso ripercorrere, seppur sommariamente, i passaggi istituzionali e la sequenza legislativa che portò il legislatore a configurare la suddetta Amministrazione indipendente ed evidenziare, al contempo, i caratteri fisionomici che resero, particolarmente, innovativa l’AGCOM nel panorama delle Autorità amministrative indipendenti. A riguardo, va considerato che l’evoluzione del processo di trasformazione della governance di settore è molto complessa ed articolata. In questa sede, ci si limiterà a fare accenno ad alcuni passaggi salienti del predetto processo di trasformazione della governance del sistema delle comunicazioni. Ciò al fine di tentare di delineare una visione di contesto (e, quindi, necessariamente, sommaria ed incompleta) delle dinamiche politico-legislative che rimodularono i rapporti tra Stato e mercato ed incisero sull’assetto ordinamentale di comparto in quella particolare fase storica. Facendo un lungo passo indietro nel tempo è necessario precisare, anzitutto, il contesto storico, economico ed istituzionale da cui emerse l’esigenza di istituire una specifica amministrazione indipendente di regolazione e garanzia.

L'autore

Vincenzo Maria Sbrescia