COVID19, una prospettiva economico evoluzionistica

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L’innovazione è notoriamente alimentata dalla competizione tra gli attori che partecipano al suo processo di sviluppo tecnologico e/o sociale. La proprietà intellettuale è l’insieme di titoli giuridici in forza dei quali il titolare gode di un diritto esclusivo di sfruttamento, potendo escludere gli altri dal produrre, vendere o utilizzare l’oggetto di detto titolo senza autorizzazione, ma non solo, l’utilità di un brevetto, ad esempio, è anche quella di consentire di avere accesso alla conoscenza, per mezzo della sua pubblicazione, e di poterla utilizzare per ottenerne un avanzamento tecnologico. Questo bilanciamento tra esclusività e disponibilità al pubblico è ben ponderato dal sistema sviluppato attorno alla proprietà industriale ed intellettuale, grazie alla giurisprudenza dei codici nazionali e dei trattati e convenzioni internazionali. Il sistema è pensato per funzionare in maniera ottimale in condizioni di equilibrio, sia tra le forze in gioco, che tra coloro che vi prendono parte. Durante l’emergenza COVID19, si sono verificate numerose situazioni di conflitto da un punto di vista giuridico ed economico. Il mondo dell’imprenditorialità innovativa risentirà degli effetti della crisi, ma al contempo si presenteranno forze macroscopiche che riplasmeranno il settore e l’industria più in generale. Alcune aziende propense all’innovazione sapranno sfruttare le opportunità e contingenze, altre aziende statiche, avverse all’innovazione e propense piuttosto a cercare di mantenere lo status quo, soccomberanno sotto i colpi e i mutamenti indotti dall’evoluzione contesto economico. Al contempo anche altri fattori “ambientali” quali la società e gli organi di governance risentiranno di questo cambiamento, e anche qui sarà determinante la reazione e le iniziative dei governi.

L'autore

Marco Casarosa