nel numero 1 del 2009

Gestione dello spettro radioelettrico: indicazioni comunitarie in merito alla transizione alla tv digitale terrestre

Francesco Graziadei

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Di transizione alla tecnologia digitale per le diffusioni televisive su frequenze terrestri, come noto, il legislatore ha iniziato ad occuparsi da più di dieci anni. Una prima scarna disciplina della materia era, difatti, contenuta già nella legge n. 249 del 1997, dove si prevedeva semplicemente che “l’esercizio della radiodiffusione sonora e televisiva digitale è concesso alla concessionaria del servizio pubblico e ai concessionari o  autorizzati per la televisione e la radiodiffusione sonora in modulazione di frequenza, che a tal fine possono costituire consorzi fra loro o con altri concessionari per la gestione dei relativi impianti”. Inoltre, la stessa legge prevedeva che l’adozione del Piano di assegnazione delle frequenze in tecnica analogica da parte della neocostituita Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, “sulla base del quale” si sarebbero dovute rilasciare le concessioni analogiche in ambito nazionale e locale, avrebbe dovuto prevedere delle “riserve di frequenza per la diffusione del segnale radiofonico e televisivo con tecnologia digitale ed uso integrato del satellite e del cavo e dei ponti radio su frequenze terrestri per i collegamenti tra gli impianti di radiodiffusione”. La scelta operata dal legislatore nel 1997 di affidare la transizione alle diffusioni in tecnica digitale agli operatori in tecnica analogica, quale naturale estensione dell’ambito oggettivo dei propri titoli abilitativi, affidando a questi ultimi gli oneri della suddetta transizione, veniva confermata, oltre che da testi normativi poi mai giunti sino a definitiva approvazione4 da parte del Parlamento, dalla legge n. 66 del 20015, dalla complessa ed articolata disciplina regolamentare dettata dall’Autorità sulla base delle indicazioni del legislatore6, nonché dalla legge n. 112 del 2004 con norme poi “trasposte” nel Testo Unico sulla radiotelevisione. partire dalla legge n. 66 del 2001, il ruolo esclusivo degli operatori in tecnica analogica nell’effettuare il passaggio alla tecnologia diffusiva digitale viene più specificatamente circoscritto alla fase di sperimentazione o comunque alla fase transitoria (switch over), prevedendosi – in relazione alla progressiva cessazione definitiva delle diffusioni analogiche ed alla conseguente (ma eventuale) liberazione di radiofrequenze – la possibilità d’ingresso di nuovi operatori di rete. Il quadro regolatorio nazionale non ha dunque semplicemente garantito che le emittenti già operanti in tecnica analogica potessero proseguire nelle diffusioni anche in tecnica digitale non perdendo il valore dell’impresa editoriale raggiunto in tanti anni di attività ma ha altresì assegnato a queste ultime un ruolo centrale per quanto riguarda lo sviluppo della nuova tecnologia trasmissiva affidando in primo luogo a queste (quantomeno per tutta la fase di transizione) la funzione di operatori di rete. Il ruolo di emittente televisiva in tecnica analogica che eserciva una rete di impianti quale necessario strumento per diffondere il proprio canale si è così trasformata in soggetto che è legittimato ad utilizzare una rete di impianti operante su radiofrequenze che consentono di diffondere un certo numero di programmi digitali. Tale impostazione sembra ora ulteriormente confermata dal processo con il quale si sta procedendo alla cessazione delle diffusioni in tecnica analogica per zone del territorio nazionale (c.d aree all digital). Secondo la pianificazione dello spettro radio per le diffusioni digitali effettuata dall’Autorità con riferimento alla prima area all digital (la regione Sardegna) viene stabilito difatti che “l’attribuzione agli operatori aventi titolo dei diritti d’uso delle frequenze” individuate dal piano è disposta in via  temporanea “attraverso opportune modalità di conversione dei titoli per la trasmissione analogica in digitale”. L’assegnazione dovrà inoltre tener conto dei “criteri di priorità” fissati in altra Delibera dell’Autorità.

L'autore

Francesco Graziadei

Professore a contratto di Diritto Industriale e delle comunicazioni presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università LUISS “Guido Carli” di Roma.Docente presso l’Università LUISS "Guido Carli" di Roma nel Corso di perfezionamento (ora Master) in Diritto e gestione della Proprietà Intellettuale della Concorrenza e delle Comunicazioni (2010, 2011, 2012, 2013); nel corso di laurea specialistica in Giurisprudenza, insegnamento di Concorrenza e innovazione (a.a. dal 2004 al 2007); nel corso di laurea specialistica in Diritto ed economia, insegnamento di Normative e tecniche di gestione della proprietà intellettuale (a.a. 2004/2005).Dall’anno 2002 all’anno 2005 ha coordinato la didattica, nonché partecipato come relatore al corso post lauream sulla disciplina delle Information Technologies, sezione Cominicazioni elettroniche, organizzato dall’associazione IPLaw e dal centro Studi Città di Orvieto.È stato membro del Comitato consultivo permanente per il diritto d’autore del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in rappresentanza del Ministero per lo Sviluppo Economico.Dal marzo 2007 ad aprile 2008 è stato membro della Segreteria Tecnica del Ministro delle Comunicazioni.Dal 1998 al 2001 è stato Consulente Giuridico del Vicepresidente del Senato, in tema di disciplina dellle comunicazioni.È membro (dal 2003) del Consiglio Direttivo dell’International Institute of Communications – Chapter Italiano.PubblicazioniAppropriationism in contemporary art and fair use doctrine (USA) vs exceptions and limitations (Ue), intervento all’IBA - International Bar Association 2012 Rome Conference, “New Art: New Legal Challenges” – MAXXI, Museo d’Arte Contemporanea XXI secolo, Rome May 17 and 18, 2012, in corso di pubblicazione.“Bottle-next” in the ICT: access to IPR, interoperabilità and competition. Do we need more regulation? in Diritto Mercato e tecnologia, n. 1, 2012.Copyright related aspects of the broadband distribution of content, in Diritto Mercato e tecnologia, n. 3, 2011.Commento agli articoli 78-quater (diritti sportivi) 79 (diritti televisivi) e 144 – 155 (diritti dell’autore sulle vendite successive di opere d’arte) della Legge sul diritto d’autore (l. 633/1941) nel Codice Commentato della proprietà Industriale e Intellettuale, a cura di C. Galli e A. Gambino edito da UTET, 2011.Gestione dello spettro radioelettrico: indicazioni comunitarie in merito alla transizione alla tv digitale, in Diritto ed Economia dei mezzi di comunicazione, n. 1/2009.Comunicazione on line: brevi spunti in tema di legge applicabile. In Atti del Convegno Scenari e prospettive del diritto d’autore, Università Europea di Roma, 27 maggio 2008.“Reti e contenuti nella prospettiva della convergenza: scenari ed opzioni aperte dallo sviluppo del digitale” (insieme a G. Rizzo, A. Stazi), Diritto dell’Informazione e dell’Informatica, n.3, 2005.“Accesso al mercato delle reti e dei contenuti nella transizione alla tv digitale terrestre”, in Contratto e Impresa, n. 1, 2005.“Codice delle comunicazione elettroniche: un quadro regolamentare “convergente”?, in Temi Romana, Gennaio – Aprile 2003."Il servizio universale nelle telecomunicazioni. Suggerimenti dall'esperienza americana in merito ad alcuni aspetti qualificanti", Giuffrè, gennaio 2000, collana dei Working Papers a cura dell'Osservatorio sulla Proprietà Intellettuale concorrenza e Telecomunicazioni della LUISS - Ceradi.