nel numero 2 del 2011

I dubbi dell’Agcom in merito al recepimento delle nuove direttive sulle comunicazioni elettroniche

Pietro Falletta

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L’Unione Europea ha recentemente aggiornato il composito quadro normativo in vigore dal 2002 per le reti e i servizi di comunicazione elettronica a seguito dell’inarrestabile progresso tecnico e dell’evoluzione dei mercati di riferimento.

In particolare, le cinque direttive sulle telecomunicazioni sono state sottoposte ad un’attenta revisione attraverso le direttive 2009/136/CE e 2009/140/CE, il cui obiettivo preminente è consistito nel consolidamento del mercato unico delle comunicazioni elettroniche messo a rischio, nonostante lo sforzo di armonizzazione del 2002, dalla frammentazione normativa all’interno degli Stati membri e dalle discrepanze nell’attività delle autorità nazionali di regolamentazione.

Tra le principali novità della riforma – con riferimento soprattutto alla modifica delle disposizioni della direttiva quadro 2002/21/CE, contenente principi e regole comuni ai differenti settori – vanno segnalati: la riduzione progressiva degli obblighi regolamentari ex ante, ammessi unicamente in assenza di una concorrenza effettiva e sostenibile di taluni mercati; il rafforzamento dell’indipendenza, dell’imparzialità e dell’autonomia finanziaria delle autorità nazionali di regolamentazione; l’introduzione di ulteriori sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive in caso di violazioni del quadro normativo comunitario.

Nel nostro ordinamento, il recepimento delle due nuove direttive è compiuto secondo l’ordinaria procedura di approvazione della legge comunitaria 2010. Proprio in merito ai lavori parlamentari sul disegno di legge comunitaria, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha adottato il 22 febbraio scorso una segnalazione rivolta al Governo e al Parlamento, dove vengono evidenziate diverse e rilevanti criticità in ordine al corretto recepimento delle nuove direttive: sia rispetto al metodo sin qui utilizzato dal legislatore, sia con riguardo ai contenuti del disegno di legge che risulterebbero sotto alcuni aspetti in contrasto con la riforma elaborata in sede europea.



 

L'autore

Pietro Falletta