Il Framework Nautilus per la gestione dell’innovazione e la sua applicazione al caso della start up Glass to Power

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La gestione dell’innovazione è un argomento da sempre al centro dell’interesse di una pluralità di stakeholder a livello globale. Tale tematica assume una strategica rilevanza per le aziende e più in generale per le economie locali, in particolar modo per quanto riguarda la capacità di generare competitività e nella creazione di valore per le singole attività. Le imprese – sia grandi compagnie, PMI o start up – intraprendendo attività innovative, da un lato ricevono dei premi per il rischio superiori alla media (come storicamente dimostrato da numerosi contributi empirici), dall’altro innalzano il livello di competizione a vari livelli, impattando pertanto i relativi processi concorrenziali annessi. Se quindi da un lato la gestione dell’innovazione può esser considerata un’attività correlata alla creazione di ricchezza e valore per l’azienda, nonché per il territorio – secondo una visione allargata – dall’altro lato occorre tener presente che esso è un problema manageriale (Sobrero, 1999). Ad oggi tale tema è il fulcro di numerose scelte strategiche e decisioni dei governi, nonché dibattiti tra i policy makers – sia a livello nazionale che internazionale – e i diversi attori del cosiddetto “ecosistema dell’innovazione”. Data la forte attenzione rivolta a questo argomento, si è deciso di porre l’attenzione su una consolidata metodologia, ovvero il framework metodologico “Nautilus”, e su quella che è considerata a tutti gli effetti una best practice, il caso “Glass to Power”, senza tralasciare i fondamentali aspetti legati alla comunicazione che hanno contribuito in maniera significativa al successo della start up.

L'autore

Ciro Troise

Emilio Sassaone Corsi