nel numero 2 del 2015

Il valore di un evento per il territorio. Il caso del Napoli Comicon

Carlo Cigliano

Claudio Curcio

Emanuele Soffitto

5,00

Sono tanti gli esempi di “accostamento istintivo”, nell’immaginario collettivo, tra un evento e il territorio ospitante. Una città, un luogo, vengono spesso ricordati per quel particolare festival, per una manifestazione, per una gara sportiva, prima ancora che per le sue ricchezze architettoniche, storiche, ambientali (Monaco di Baviera con l’OktoberFest; Edimburgo con il Festival Internazionale del Teatro; Perugia con l’Umbria Jazz; Lucca con il Lucca Comics & Games; Genova col Salone Nautico). In molti casi, addirittura, la stessa conoscenza di un territorio è stata agevolata da specifici eventi (Valencia con le Regate della Coppa America). È chiaro che questo abbinamento è tanto più forte quanto minore è l’ampiezza (geografica e storico-temporale) del sito ospitante, e quindi più limitato è il suo mix di offerta culturale, turistica e di time spending.
Napoli è una metropoli europea, e grazie anche alla sua straordinaria storia, ha una dotazione di patrimonio artistico-culturale-ambientale di rilevanza eccezionale, in grado di connotare -di per sé- la città nella memoria e nell’immaginario collettivo, senza necessità di specifici eventi o manifestazioni come traino.  Firenze, come Venezia, sono un tipico esempio di città “monumentali” visitate e conosciute a prescindere dagli eventi o manifestazioni in esse realizzate.
In questo articolo analizzeremo l’effetto che il Comicon ha sulla città di Napoli.

Gli Autori

Carlo Cigliano

Claudio Curcio

Emanuele Soffitto