nel numero 1 del 2017

La crisi dell’informazione professionale. Perché

Astolfo Di Amato

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Il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, ha attaccato frontalmente i giornali.
«Per fortuna – ha detto – ci siamo vaccinati anni fa dalle bufale, dalle fake news dei giornali e si stanno vaccinando anche tanti altri cittadini, tanto è vero che stanno morendo parecchi giornali tra cui quelli del Gruppo L’Espresso che, mi dispiace per i lavoratori, stanno addirittura avviando dei processi di esuberi al loro interno perché nessuno li legge più, perché ogni giorno passano il tempo ad alterare la realtà e non a raccontare la realtà». Le dichiarazioni di Di Maio fanno seguito ad alcune dichiarazioni del portavoce di Palazzo Chigi, che sembravano auspicare la chiusura,
per mancanza di lettori, delle testate non in linea con la politica del governo in carica.
Il sindacato dei giornalisti Fnsi ha reagito affermando: «Di Maio, come del resto buona parte del governo, sogna di cancellare ogni forma di pensiero critico e di dissenso, e si illude di poter imporre una narrazione dell’Italia lontana dalla realtà.
Auspicare la morte dei giornali non è degno di chi guida un Paese di solide tradizioni democratiche come è l’Italia, ma è tipico delle dittature».
In altri momenti, tuttavia, una posizione del genere da parte di esponenti del Governo avrebbe destato grande scandalo. Il tema sarebbe stato oggetto per settimane se non per mesi di analisi, puntualizzazioni, accuse e rettifiche. Si sarebbe discusso sui sacri principi della libertà di manifestazione del pensiero e sui rischi per la democrazia.
Ed il dibattito avrebbe coinvolto gran parte dell’opinione pubblica. Oggi, viceversa, la questione passa pressoché inosservata agli occhi del grande pubblico. Perché oggi non vi è scandalo? Perché la pubblica opinione non si appassiona più al tema della libertà di stampa ed a quello del pluralismo, come garanzia di democrazia? La risposta è che, ormai, si è verificata una rottura tra sentire comune ed informazione
professionale. Quest’ultima ha perso presa e credibilità. E, quindi, ha anche perso la disponibilità della pubblica opinione a considerarla un riferimento per formare le proprie opinioni ed i propri giudizi. Si tratta di una rottura profonda, che attraversa trasversalmente tutta la società.

L'autore

Astolfo Di Amato

Aree di attività: Diritto Amministrativo; Agenzia, Distribuzione, e la legge Franchising; Antitrust e regolamentazione; Banking, Finance e Capital Markets; Attività Crimini e indagini; Societario e commerciale; Ambientale; Contenzioso e risoluzione delle controversie; Mergers & Acquisitions; Riorganizzazione e insolvenza.Appuntamenti professionali:Membro del Ministero delle Politiche Europee commissione per la cultura (Teatro e Cinema) (2003 ad oggi)Membro del Ministero della commissione Giustizia per la riforma della legge italiana sui reati fiscali (1993)Membro del Ministero della commissione Giustizia per la riforma della legge italiana sul lavoro Crimes (1991)Membro del Comitato Alto della magistratura (Consiglio Superiore della Magistratura) (1978-1982)Questioni rappresentativi:Difendere un grande produttore multinazionale di cemento amianto in relazione alle oltre 2.000 domande proposte nei confronti della società per le morti e le malattie legate all'amianto. Rappresentazione comprende sia gli aspetti civili e penali della questione.Difendere una persona per quanto riguarda l'accusa di frode fiscale e l'evasione fiscale derivante dalle vendite internazionali dei diritti televisivi.Rappresentare un produttore leader di sistemi di trasporto, con tutte le questioni societarie e commerciali, tra cui le principali acquisizioni e gare pubbliche.Consigliare il cliente - la società di gestione di uno dei parchi logistici più meridionale d'Europa - su tutte le questioni societarie e commerciali relativi alle operazioni del parco.Difeso più persone nella mani pulite ("mani pulite") dell'inchiesta.Contestato oltre 1.000 processi e appelli.Appuntamenti accademico:Professore Ordinario di diritto societario e commerciale, Università di Napoli (1985 ad oggi).Professore di Telecomunicazioni e Media Law, Università di Napoli (2000 ad oggi).Professor of Business Crimine Legge, LUISS, Roma (1972-1985).Appuntamenti editoriali:Direttore del Law Review Diritto dell'Impresa ("Business Law")Direttore del Trattato di Diritto Penale dell'Impresa ("Trattato di diritto commerciale Crimine")Direttore del Law Review Diritto Ed. Economia dei Mezzi di Comunicazione ("Diritto ed Economia della Comunicazione e media") (2002 ad oggi)Premi:Il Premio alla Carriera - Premio Internazionale Miami 2005 in La Fondazione Nelle Americhe - Gente d'Italia.