La Direttiva (UE) 2019/790 del 17 aprile 2019 sul diritto d’autore e sui diritti connessi: brevi riflessioni in attesa degli atti di recepimento a livello nazionale

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L’emergenza derivata dalla diffusione del CoVid19 ha modificato ulteriormente le abitudini di vita e di consumo dei cittadini, accelerando ulteriormente l’utilizzo di sistemi digitali di fruizione dei contenuti. Con evidenti ripercussioni anche sulle attività degli operatori dell’informazione che producono i contenuti che vengono distribuiti in rete spesso da altri soggetti.
Il tema della tutela del diritto d’autore nel mercato unico digitale torna, quindi, ad assumere una centralità nell’ambito del dibattito accademico e professionale, con riferimento ai profili giuridici, economici e sociali sottesi.
L’analisi della Direttiva europea sul diritto d’autore e sui diritti connessi nel mercato unico digitale n. 2019/790 del 17 aprile 2019 approvata dal Parlamento e dal Consiglio europeo il 17 aprile 2019, di seguito chiamata la Direttiva, che, tra l’altro, ha modificato
le direttive n. 69/9/CE e 2001/29/CE, appare una buona opportunità per fare un punto della situazione.
Il percorso di approvazione della Direttiva è stato lungo e complesso, anche perché è stato frutto di molti contrasti tra correnti di pensiero diverse, in parte condizionati sia dalle pressioni dei grandi operatori del settore che dai fornitori di contenuti a livello
locale, in parte da posizioni contrapposte a livello teorico. La proposta dalla Commissione Europea di una Direttiva che affrontasse in maniera organica i nuovi e complessi profili di regolazione della tutela del diritto d’autore nel mercato digitale nasce nell’ambito di una serie di provvedimenti del 2016 che, incidendo su temi specifici, mancavano di organicità.