nel numero 2 del 2011

La disciplina dei servizi di media audiovisivi a richiesta

Giorgio Greppi

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I servizi di media audiovisivi non lineari trovano una declinazione normativa con la direttiva 2007/65/CE, codificata nella direttiva 2010/13/UE, che colma di fatto una asimmetria tra la direttiva 2000/31/CE relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell'informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno e il quadro normativo previgente, fissato con la direttiva 97/36/CE. Tale asimmetria era stata definitivamente sancita dalla sentenza Cort giust. CE C-89/04 del 2 giugno 2005 relativa al caso Mediakabel contro Commissariaat voor de Media, con cui la Corte aveva escluso dal perimetro del settore televisivo i servizi prestati su richiesta, stabilendo che un servizio consistente nel trasmettere programmi televisivi un servizio di trasmissione televisiva, ai sensi dell’art. 1, lett. a), della direttiva 89/552/CEE relativa all’esercizio di attività di trasmissione televisiva, come modificata della destinati al pubblico e non fornito su richiesta individuale di un destinatario di servizi costituisce direttiva 97/36/CE. L’equiparazione, peraltro logica secondo i parametri indicati dalla direttiva 2000/31/CE, dei video on demand ai servizi della società dell’informazione ha determinato pertanto un paradosso consistente nella legittimità di prestare attività sostanzialmente concorrenziali al settore radiotelevisivo, ma di fatto soggette ad un diverso perimetro di norme. Una disparità che consentiva pertanto ad un servizio prestato su richiesta di non essere soggetto alla stringente disciplina comunitaria del settore televisivo. Gli effetti di tale paradosso non sono stati però evidenti a causa della scarsa penetrazione dei servizi prestati su richiesta basati su contenuti audiovisivi, dovuta soprattutto a limitazioni di carattere tecnologico che hanno bilanciato nei fatti l’asimmetria tra i servizi su richiesta e i servizi lineari, non consentendo ai primi di concorrere effettivamente con i secondi per qualità dell’offerta e disponibilità del servizio. Solo con la diffusione di connessioni a larga banda e con il miglioramento della tecnica di compressione del formato audiovisivo è stato possibile fornire a costi sostenibili e ad un largo pubblico servizi su richiesta riguardanti contenuti audiovisivi. La redazione della direttiva 2007/65/CE ha colto tale processo tecnologico e al fine di rendere omogeneo il quadro concorrenziale ha introdotto la nozione di “servizio di media audiovisivo non lineare” comportandone il conseguente assoggettamento alla disciplina del settore televisivo.

L'ingresso sulla scena di servizi come la televisione su richiesta comporta quanto meno il riconoscimento di una zona grigia che presenta caratteristiche difficilmente inquadrabili nell'altro genus. Risultano evidenti i rischi di una regolamentazione asimmetrica, capace di provocare distorsioni nella concorrenza tra operatori che diffondono i medesimi contenuti con diverse modalità.

Il legislatore comunitario ha fornito quindi una serie di elementi presuntivi volti a identificare i servizi di media e a distinguere tra i lineari e i non lineari. Il D.L.gs. 15 marzo 2010, n. 44 nel recepire la direttiva sui servizi di media audiovisivi ha riportato integralmente le definizioni ivi contenute, demandando all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni l’adozione della disciplina specifica. L’Autorità, conformemente alla propria prassi, ha sottoposto a consultazione pubblica lo schema di regolamento concernente i servizi di media audiovisivi non lineari con delibera n. 259/10/CONS. A seguito della fase scritta e orale della consultazione è stato infine adottato il provvedimento definitivo con delibera n. 607/10/CONS, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 1 del 03/01/2011 Suppl. Ordinario n. 3. In linea generale il provvedimento approvato non presenta notevoli modificazioni rispetto al testo sottoposto a consultazione pubblica. Tuttavia sono ben evidenti le intenzioni del regolatore, in accoglimento di numerose istanze delle parti: da un lato, restringere il campo di applicazione fornendo alcuni elementi oggettivi per distinguere le attività oggetto di disciplina e, dall’altro, semplificare gli adempimenti amministrativi necessari. Tale dinamica è altresì riflessa dall’analogo esito del regolamento concernente i servizi di media audiovisivi lineari su altri mezzi di comunicazione adottato con delibera n. 606/10/CONS ai sensi dell’art. 21, comma 1 bis del D.Lgs. 177/05. L’iter parallelo dei due atti regolamentari è ben evidente, oltre che dalla tempistica coincidente, anche nelle premesse di entrambe le delibere e nelle analoghe conclusioni riguardanti la definizione di servizio di media audiovisivo e le attività escluse delineate dalla normativa primaria.

L'autore

Giorgio Greppi