nel numero 1 del 2010

La legge 215/04 in materia di risoluzione dei conflitti di interessi. Uno spunto di cronaca e una lettura critica

Fernando Bruno

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Il repentino avvicendamento al vertice del Ministero dello sviluppo economico determinato dalle avventurose dimissioni del Ministro Claudio Scajola, e l’assunzione dell’interim da parte del Presidente del Consiglio, hanno riproposto all’attenzione dell’opinione pubblica il tema del conflitto di interesse. Contrariamente alle dichiarazioni della vigilia, allorché si parlò di un incarico limitato a pochi giorni, l’interim dura infatti da un paio di mesi, e potrebbe durare ancora, con la non banale conseguenza che il nuovo Ministro finirebbe per “incrociare” decisioni di grande rilievo, ad esempio nel settore energetico e nel settore televisivo. In ogni caso, ed anche a prescindere da singoli specifici profili, che al vertice del dicastero che un tempo avremmo chiamato dell’Industria, interlocutore privilegiato di Confindustria, e motore delle principali decisioni che riguardano l’intero comparto produttivo nazionale, sia un Presidente del Consiglio che è e resta, ancorché nella nota veste di “mero titolare”, esponente di spicco dell’imprenditoria nazionale, ripropone certamente all’attenzione dell’agenda politica l’antica questione del conflitto di interesse e, per altro verso, della esigenza di equilibrio e terzietà delle decisioni strategiche del Governo. Ecco dunque tornata improvvisamente d’attualità una legge vecchia ormai di sei anni, di cui si parlò a lungo e di cui si parla sempre meno, forse per una sorta di assuefazione dell’opinione pubblica, forse per effetto di una rimozione collettiva del problema, forse (e soprattutto, probabilmente) perché il tema non è di quelli che possano appassionare oltre la cerchia ristretta degli addetti ai lavori. Naturalmente, le implicazioni strettamente politiche del problema non interessano in questa sede. Ciò che invece potrebbe essere interessante è riproporre, sull’onda della rinnovata attualità dell’argomento, una lettura critica delle disposizioni di legge in materia di conflitto di interesse, anche alla luce di talune considerazioni critiche formulate in questi anni dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, ossia dalla istituzione più coinvolta nella sua applicazione.

L'autore

Fernando Bruno

Lavora da quindici anni in Autorità per le garanzie nelle comunicazioni dove ricopre attualmente l’incarico di consigliere del Presidente Angelo Cardani.Nel periodo 2007-2008 ha diretto la segreteria tecnica del Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni ed ha ricoperto tra l’altro i seguenti incarichi:membro del Consiglio superiore delle comunicazioni membro della Commissione Ministero-RAI per l’applicazione del Contratto di servizio pubblico; componente della Commissione di esperti della Presidenza del Consiglio per la riforma del settore editoriale. Membro del tavolo tecnico sulla radiofonia digitale. Ha svolto incarichi di docenza, tra gli altri, per l’Istituto superiore delle comunicazioni e per la Business School dell’Università Luiss di Roma. Ha all’attivo decine di pubblicazioni in tutti i campi del diritto delle comunicazioni. Ha collaborato con i quotidiani Il Sole 24 Ore e Italia Oggi e per numerose riviste del settore. Ha pubblicato volumi e saggi scientifici per gli editori Giuffré, Sole 24Ore, Jovene, Liguori, Buffetti. E’ autore, assieme a Gilberto Nava, del volume di riferimento del settore “Il nuovo ordinamento delle comunicazioni“, Giuffré, 2006. E’ collaboratore della Fondazione Astrid e membro del Comitato scientifico della rivista Diritto e economia dei mezzi di comunicazioni. Nel 2014 ha riscoperto la sua formazione storiografica. Il volume “Giuseppe Dossetti, un innovatore nella DC del dopoguerra”, edito da Bollati Boringhieri, costituisce un contributo originale alla più aggiornata storiografia sull’Italia del dopoguerra.