nel numero 3 del 2013

La neutralita della rete dopo la sentenza della Corte d’Appello americana

Irene Polito

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Il principio di net neutrality è stato di recente messo in discussione.
Lo scorso 14 gennaio la Corte di Appello del District of Columbia Circuit ha depositato le motivazioni della sentenza, nella causa intentata da Verizon nei confronti della Federal Communications Commission (FCC), che apre nuovi scenari in tema di net neutrality.
La sentenza ha ad oggetto le regole poste dalla FCC nel 2010 con l’atto Open Internet Order che aveva trovato il sostegno dell’amministrazione americana.
La decisione del collegio si fonda sul presupposto che l’esercizio dei poteri regolamentari contribuisce a preservare e sviluppare il “virtuoso circolo di innovazione” che ha guidato la crescita della rete negli ultimi anni. La pronuncia afferma la ragionevolezza interpretativa dell’FCC della sezione 706 del Telecommunication Act del 1996, nella parte in cui autorizza la Commissione a esercitare poteri regolamentari in materia di trattamento del traffico internet da parte dei fornitori di accesso a internet banda larga. I giudici, pur riconoscendo il potere e la competenza generale dell’FCC in materia, affermano che la stessa non può
adottare disposizioni regolamentari in contrasto con la disciplina adottata in attuazione di norme di rango legislativo.
Il Communications Act (che condivide la classificazione operata dall’ FCC) non distingue tra i fornitori di servizi di accesso e connettività alla banda larga come operatori di reti e proibisce espressamente all’ FCC di imporre obblighi regolamentari a qualsiasi titolo ai fornitori di servizi di accesso alla banda larga assimilandoli alla differente categoria dei common carriers.
Nella causa, che ha dato origine alla sentenza in commento, l’FCC non ha dimostrato che gli obblighi di non discriminazione
e il divieto di blocco stabiliti dal Open Internet Order non rientrano tra gli obblighi regolamentari applicabili ai soli operatori di telecomunicazioni riconducibili alla categoria dei common carriers. Il collegio americano ha disposto l’illegittimità di tali obblighi e li ha espunti dall’ Open Internet Order.

 

L'autore

Irene Polito

Irene Polito, avvocato e funzionario presso l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni in servizio alla Direzione reti e servizi di comunicazione elettronica – Ufficio controversie e sanzioni. Ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Scienze Giuridiche e Teoria Generale del Diritto con una tesi sull’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, presso l’Istituto universitario S.Orsola Benincasa (SESA) - Istituto delle Scienze Umane di Firenze. Si è occupata di molteplici temi di ricerca tra cui quelli della comunicazione politica e istituzionale, del diritto d’autore e della neutralità della rete.