nel numero 1 del 2011

La nuova fiscalita indiretta del commercio elettronico, alla luce del D. Lgs. n. 18/2010

Federico Domenico Enrico De Silvo

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Lo sviluppo del fenomeno del commercio elettronico, concretizzatosi nell’incremento esponenziale del numero delle transazioni on-line che è dato registrare nel breve arco temporale che va dalla nascita di internet al suo affermarsi quale strumento cardine di un nuovo, rivoluzionario modo di produrre e commercializzare beni e servizi, ha generato numerose problematiche in merito al delicato rapporto intercorrente tra le peculiarità dello stesso commercio elettronico e le difficoltà nell’applicazione alle attività in esso rientranti di numerosi principi generali di diritto tributario comunemente accettati dagli Stati.

Con precipuo riferimento ai tributi indiretti, che – com’è noto – rivestono un ruolo fondamentale nell’assicurare gli equilibri di bilancio dei Paesi industrializzati, tali problematiche sono riconducibili essenzialmente alle modalità di applicazione dell’imposta sul valore aggiunto (v. infra, § 3); e, per quanto riguarda in particolare i Paesi membri dell’Unione Europea, hanno fatto emergere immediatamente e con chiarezza l’esigenza di elaborare regole e soluzioni comuni, valevoli per tutti gli Stati membri.

È agevole comprendere, infatti, che il rischio di un mancato adattamento della norma tributaria alle caratteristiche del commercio elettronico può favorirne l’inadempimento da parte sia delle imprese, che dei privati; allo stesso modo, potrebbero verificarsi situazioni di concorrenza sleale tra le imprese che operano con il commercio elettronico e le altre che non vi ricorrono, il tutto ovviamente a favore delle prime.

Si configura, pertanto, l’esigenza di definire un sistema unitario, che consenta di assicurare il corretto assolvimento del tributo, stabilendo innanzitutto se le attuali strutture legislative ed amministrative possano trovare applicazione ed apportando le necessarie modifiche, prima di procedere col generare nuove forme di imposizione, che contribuirebbero solo a rendere più confusionario il quadro normativo di riferimento.

L’obiettivo che, così, è stato posto, sia a livello nazionale che internazionale, è quello di creare un sistema fiscale dinamico ed elastico, che consenta di seguire il ritmo dell’evoluzione tecnica ed economica delle transazioni commerciali on-line; anche alla luce di questi obiettivi risulta ancor più evidente la necessità di una precisa regolamentazione fiscale del commercio elettronico, che, peraltro – come si sta per vedere – è stata oggetto di diverse conferenze, documenti e rapporti, sia nazionali che internazionali.

 


 

L'autore

Federico Domenico Enrico De Silvo