nel numero 2 del 2010

La riforma del quadro europeo delle comunicazioni elettroniche nella direttiva “Better regulation”, n. 2009/140/CE

Vincenzo Maria Sbrescia

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Dopo un articolato percorso legislativo, il 25 novembre 2009 (a distanza di circa 8 anni dall’approvazione del nuovo quadro europeo delle comunicazioni elettroniche convergenti, meglio noto come Pacchetto Telecom 2002) il legislatore comunitario, al fine di adeguare il quadro regolativo alle innovazioni tecnologiche (e, nel contempo, sanare le criticità emerse in fase di applicazione della normativa vigente) ha approvato il nuovo pacchetto di direttive in materia di comunicazioni elettroniche.

Il dibattito sulle proposte di riforma è stato molto articolato e non sono mancati i momenti di acceso confronto, che sembravano rendere assai difficile giungere ad un’intesa complessiva.

Il pacchetto di revisione è formato dalla Direttiva 2009/140/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 novembre 2009, (con cui si dispone la riforma delle direttive quadro, accesso e autorizzazioni), dalla Direttiva 2009/136/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 novembre 2009, (con cui si prevede la modifica della direttiva servizio universale e della direttiva dati personali, oltre che la riforma del regolamento 2006/2004/CE sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell’esecuzione della normativa a tutela dei consumatori).

Alle citate misure si aggiunge il Regolamento (CE) n. 1211/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 novembre 2009 che istituisce l’Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC) con il relativo Ufficio di supporto.

Si tratta di un pacchetto di riforma complessiva dell’ordinamento di settore, varato con l’intento di accrescere la concorrenza nel mercato europeo delle comunicazioni elettroniche, di garantire un più adeguato utilizzo dello spettro radio, di incrementare i livelli di tutela dei diritti dei cittadini/utenti dei servizi di comunicazione elettronica (valorizzando il diritto di fruire dei servizi di internet, considerati come l’esercizio di una libertà fondamentale).

Il nuovo pacchetto di riforma introduce misure specifiche tese a rafforzare la cooperazione amministrativa tra i regolatori nazionali delle comunicazioni (all’interno dello spazio regolatorio europeo, a garantire l’armonizzazione delle norme sulla gestione delle frequenze ed a consentire la facoltà di introdurre la separazione funzionale, consentendo cioè ai soggetti dominanti di attivare strutture commerciali autonome al fine di consentire l’utilizzo delle infrastrutture di rete, accrescendo la concorrenzialità del mercato. Il legislatore è, altresì, intervenuto a riformare le procedure in materia di analisi dei mercati che è stata oggetto di modifiche al fine di assicurarne la necessaria semplificazione delle regole. Alla luce del nuovo assetto normativo, le analisi dei mercati possono essere oggetto di una specifica regolamentazione ex ante. Una particolare attenzione viene, poi, riservata ai diritti degli utenti.

Attraverso il nuovo quadro giuridico si cerca di fornire una risposta all’esigenza di garantire che tutti gli utilizzatori, comprese le persone disabili, anziane e quelle con esigenze sociali particolari, possano, in modo agevole, accedere a servizi di alta qualità a prezzi contenuti. Ciò in applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone. E’, poi, rimesso alle ANR il compito di agevolare la capacità degli utenti di accedere e distribuire informazioni oltre che di eseguire applicazioni e servizi.

Il nuovo pacchetto (formato, come si è detto, da due nuove direttive e dal regolamento finalizzato all’istituzione dell’Organismo europeo dei regolatori, Berec) nasce, quindi, al termine di un iter particolarmente travagliato.

Va rilevato che la portata innovativa, originariamente contenuta nelle proposte di riforma si è andata progressivamente attenuando, essendo prevalso nel legislatore comunitario un approccio di grande cautela, che ha compresso la propensione riformistica che sembrava – almeno nella fase preparatoria –  guidare il processo.

Inoltre, le aspettative che erano state suscitate durante il lungo dibattito sono in gran parte andate deluse. Basti pensare alle innovazioni che il nuovo pacchetto avrebbe potuto introdurre in ordine al processo di sviluppo e di diffusione delle reti di nuova generazione.

Ma anche in ordine al ruolo, all’assetto organizzativo ed ai poteri della nuova istituzione regolatoria europea. Infatti nelle iniziali intenzioni del legislatore – tradotte in proponimenti normativi fissati nella proposta di regolamento – l’Autorità europea avrebbe dovuto svolgere funzioni regolatorie molto incisive e penetranti, ed inoltre avrebbe dovuto esercitare anche le competenze assegnate all’ENISA in materia di sicurezza delle reti.

Un’intesa sulla nuova Autorità delle comunicazioni (anche se dotata di poteri meno rilevanti rispetto alla originaria proposta di regolamento) e sui diritti degli utenti, fu raggiunta, seppure con molta difficoltà, nel corso del 2009; mentre le questioni legate alla fruizione di internet sembravano rendere più complessa la sottoscrizione di un’intesa sulle proposte di riforma.

Il nuovo assetto ordinamentale, disegnato dal legislatore comunitario, rimodula complessivamente la governance di settore, ridefinendo la regolazione europea nel mercato delle comunicazioni elettroniche.

Nel tentativo di contribuire alla ricostruzione delle linee guida seguite dal legislatore al fine di riformare l’ordinamento europeo delle comunicazioni elettroniche (a distanza di quasi due lustri dal varo del pacchetto Telecom 2002) si prenderanno specificamente in considerazione (seppure in modo assai sintetico) le principali innovazioni introdotte dal legislatore con il varo della direttiva 2009/140/CE, attraverso cui sono state modificate le direttive quadro (21/2002/CE), accesso (19/2002/CE) ed autorizzazioni (20/2002/CE), varate nel 2002, oltre che le disposizioni su cui si fonda il sistema europeo dello spettro radio.



 

L'autore

Vincenzo Maria Sbrescia