nel numero 1 del 2008

La strategia degli operatori di telecomunicazioni: rischi attuali e soluzioni possibili

Fabrizio Pini

5,00

Il mercato delle (tlc) telecomunicazioni ha subito, negli ultimi anni una riduzione dei ricavi unitari avvicinandoli sostanzialmente al costo  industriale, il che accentua il rischio d’impresa già peraltro accresciuto dall’entrata sul mercato degli operatori mobili virtuali. Si è usciti definitivamente dalla fase in cui la telefonia mobile creava un mercato vergine che prevedeva solo tassi di crescita positivi a domanda illimitata, che associava l’espansione del mercato stesso alla diminuzione delle tariffe. In tale scenario la diffusione dei telefonini, nonché, l’abitudine a chiamare da mobile era stimolato prevalentemente dagli operatori mobili. In analogia con quanto avvenuto agli albori della produzione automobilistica in cui erano le poche fabbriche a promuovere la diffusione delle autovetture esclusivamente tramite il prezzo di vendita. Le fabbriche automobilistiche “producevano” non solo le autovetture, ma anche il mercato e, quindi, i cambiamenti sociali. Similmente agli inizi degli anni novanta il mercato delle tlc e i cambiamenti sociali conseguenti erano un “prodotto” degli operatori di telefonia mobile. Il mercato delle tlc è ora maturo, anzi, saturo ed occorre, pertanto, cambiare completamente strategie aziendali. Non è più l’operatore di telefonia a “creare” il mercato, ma è il mercato che obbliga l’operatore mobile a mettersi in sintonia con esso. Il tutto è reso ancora più competitivo dalla volubilità del cliente. Definitivamente ridotta la propria forza influenzatrice, l’azienda di tlc vede nel mercato l’unica meridiana da seguire. Meridiana intesa come strumento meraviglioso in grado di scandire il tempo e di indicare la direzione, meridiana complessa perché rappresenta un mercato sempre più segmentato e caratterizzato da segnali deboli. È cruciale, quindi, conoscere il cliente nel modo più ampio possibile utilizzando tutti gli strumenti che la tecnologia offre. È un percorso nuovo per le società di tlc. È una sfida che può essere lanciata o subita. Ma il mondo dell’auto non è l’unico con cui è possibile confrontarsi, anche il mondo dell’informatica ha vissuto gli stessi stati: crescite a due cifre, bolle speculative e maturità. A titolo di esempio si ricorda l’inizio della diffusione dei personal computer. Computer commercializzati con alti margini al punto da essere prodotti non solo in USA, ma anche in Europa (subendo ininfluentemente ambienti produttivi meno efficienti). Ora l’hardware è prodotto quasi esclusivamente in nazioni in via di sviluppo con margini modestissimi. Si sostiene qui che occorra, quindi, individuare i rischi di presenti nel settore, concretizzati dalle altre realtà imprenditoriali, al fine di trasformare tali rischi in opportunità. Se questa strada non verrà percorsa gli operatori si espongono ad una forte marginalizzazione.

L'autore

Fabrizio Pini