Lo smart working: il giusto equilibrio tra efficienza e sicurezza

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Lo smart working (o lavoro agile) è disciplinato dalla Legge n. 81/2017 che pone l’accento sulla flessibilità organizzativa, sulla volontarietà delle parti che sottoscrivono l’accordo individuale e sull’utilizzo di strumenti che permettono di svolgere la prestazione lavorativa da remoto. La recente emergenza legata al Coronavirus, che ha coinvolto tutto il mondo, ha contribuito a riaccendere l’attenzione globale sul tema dello smart working. Da un punto di vista prettamente organizzativo, si registra come molte realtà aziendali e pubbliche abbiano adottato le pratiche di smart working per ridurre al mimino i rischi derivanti dal virus e limitare quindi le possibilità da contagio. Si è avuta così una vasta produzione normativa di decreti emergenziali che incentivano il ricorso al lavoro agile anche in modalità semplificata. Naturalmente lavorare da remoto con le proprie postazioni informatiche o anche con le postazione informatiche messe a disposizione dell’ente o azienda (ipotesi questa residuale) comporta seri problemi di privacy e di sicurezza informatica in quanto spesso si lavora in rete e necessariamente aumenta il livello di attenzione da dedicare a questi aspetti.

L'autore

Michele Iaselli

Avvocato, docente di logica ed informatica giuridica presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Docente a contratto di informatica giuridica presso LUISS - dipartimento di giurisprudenza. Specializzato presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II in "Tecniche e Metodologie informatiche giuridiche". Presidente dell’Associazione Nazionale per la Difesa della Privacy. Funzionario del Ministero della Difesa. Già docente in materia di Legislazione New Economy (CARID - Universita' di Ferrara) e docente in informatica giuridica presso il Tribunale di Napoli e la scuola forense di Capitanata. Relatore di numerosi convegni, ha pubblicato diverse monografie o contribuito ad opere collettanee in materia di informatica giuridica e diritto dell’informatica con la EsseLibri, la Giuffré, la Halley editrice, l’Ipsoa, la Liguori, la Nyberg, Il Sole 24 ore, La Tribuna, Il Nuovo Diritto.Membro del Comitato scientifico di Assodigitale (Associazione italiana operatori media digitali). Membro del Consiglio scientifico dell’Istituto Italiano della Privacy e del Comitato dei saggi di ANORC (Associazione Nazionale per Operatori e Responsabili della Conservazione Digitale).Socio onorario ANORC, Federprivacy e Associazione Cittadini di InternetComponente del direttivo di ABIRT (Advisory Board Italiano dei Responsabili del Trattamento dei dati personali). Socio istituzionale IISFA (International Information Systems Forensics Association).Socio ANDIG (Associazione Nazionale Docenti Informatica Giuridica e Diritto dell’Informatica).Socio SIIG (Società Italiana di Informatica Giuridica).