Passaporto vaccinale, privacy e principio di eguaglianza

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La pandemia sta costringendo tutti i paesi a riprogettare il futuro. L’intensificarsi della campagna vaccinale, a sua volta, rende concreta la possibilità di un ritorno, nel volgere di qualche mese, alla normalità. Ma a quale normalità? È in questo quadro che si innesta la questione del cd. passaporto vaccinale. Questione che può essere sintetizzata in questi termini: è legittimo che un ritorno più ampio alla normalità
sia riservato esclusivamente a chi sia in grado, attraverso un apposito certificato, di dimostrare di essersi vaccinato contro il Covid19?
La questione incrocia essenzialmente due problemi: quello di una possibile lesione delle regole in materia di privacy, atteso che attraverso il cd. passaporto sarebbe resa pubblica una informazione concernente lo stato di salute delle persone, e quello di una possibile lesione del principio costituzionale di eguaglianza, nel momento in cui si andrebbe ad introdurre una differenza sostanziale tra le condizioni di vita
di chi si è vaccinato e quelle di chi non lo ha fatto. Come appare subito evidente, non si tratta affatto di una questione meramente teorica. Anzi! Essa costringe a verificare la tenuta di alcuni principi fondamentali, divenuti un pilastro in una società democratica e liberale, in presenza di un evento eccezionale quale la pandemia che ha travolto, in poche settimane e da oltre un anno, la vita di miliardi di persone.

L'autore

Astolfo Di Amato

Aree di attività: Diritto Amministrativo; Agenzia, Distribuzione, e la legge Franchising; Antitrust e regolamentazione; Banking, Finance e Capital Markets; Attività Crimini e indagini; Societario e commerciale; Ambientale; Contenzioso e risoluzione delle controversie; Mergers & Acquisitions; Riorganizzazione e insolvenza.Appuntamenti professionali:Membro del Ministero delle Politiche Europee commissione per la cultura (Teatro e Cinema) (2003 ad oggi)Membro del Ministero della commissione Giustizia per la riforma della legge italiana sui reati fiscali (1993)Membro del Ministero della commissione Giustizia per la riforma della legge italiana sul lavoro Crimes (1991)Membro del Comitato Alto della magistratura (Consiglio Superiore della Magistratura) (1978-1982)Questioni rappresentativi:Difendere un grande produttore multinazionale di cemento amianto in relazione alle oltre 2.000 domande proposte nei confronti della società per le morti e le malattie legate all'amianto. Rappresentazione comprende sia gli aspetti civili e penali della questione.Difendere una persona per quanto riguarda l'accusa di frode fiscale e l'evasione fiscale derivante dalle vendite internazionali dei diritti televisivi.Rappresentare un produttore leader di sistemi di trasporto, con tutte le questioni societarie e commerciali, tra cui le principali acquisizioni e gare pubbliche.Consigliare il cliente - la società di gestione di uno dei parchi logistici più meridionale d'Europa - su tutte le questioni societarie e commerciali relativi alle operazioni del parco.Difeso più persone nella mani pulite ("mani pulite") dell'inchiesta.Contestato oltre 1.000 processi e appelli.Appuntamenti accademico:Professore Ordinario di diritto societario e commerciale, Università di Napoli (1985 ad oggi).Professore di Telecomunicazioni e Media Law, Università di Napoli (2000 ad oggi).Professor of Business Crimine Legge, LUISS, Roma (1972-1985).Appuntamenti editoriali:Direttore del Law Review Diritto dell'Impresa ("Business Law")Direttore del Trattato di Diritto Penale dell'Impresa ("Trattato di diritto commerciale Crimine")Direttore del Law Review Diritto Ed. Economia dei Mezzi di Comunicazione ("Diritto ed Economia della Comunicazione e media") (2002 ad oggi)Premi:Il Premio alla Carriera - Premio Internazionale Miami 2005 in La Fondazione Nelle Americhe - Gente d'Italia.