nel numero 2 del 2011

Siti di aggregazione sociale e condizioni generali di contratto

Katia Marcantonio

5,00

Da una recente indagine sulla percezione sociale di internet sono emersi due connotati di questo nuovo mezzo di comunicazione: 1) l’aderenza alla vita quotidiana delle persone, nelle sue diverse dimensioni: sociale, economica, politica; 2) il valore aggiunto che alla comunicazione su internet viene dato non solo dalle informazioni, dai contenuti, bensì dal modo in cui vengono aggregati e dalla capacità di soddisfare bisogni. A ben guardare, non si tratta solo di due caratteristiche, ma di potenzialità, delle quali i siti di aggregazione sociale, meglio noti come social networks (di seguito anche SNs), quali Facebook, Twitter, LinkledIn, MySpace, Netlog, Orkut, in quanto valorizzatori e incubatori di molteplici relazioni tra informazioni, persone, mercati e politica, offrono la sintesi attuativa più emblematica. Infatti, la definizione comune di un social network è quella di “piazza virtuale”, cioè spazio internet dedicato alla condivisione di informazioni di vario genere all’interno dell’intera comunità degli aderenti o di gruppi costituiti in base ad affiliazioni eterogenee (amicizia, lavoro, politica, interessi vari), previa registrazione di un profilo personale o di gruppo.

Di solito, l’adesione ad un sito di aggregazione sociale è aperta, sebbene vi siano siti di nicchia riservati a soggetti con un dato censo o altri requisiti particolari. Facebook, il social network attualmente più diffuso su scala globale, con circa 750 milioni di iscritti, è aperto e nasce in ambiente studentesco, dall’idea di colleghi universitari di usare la rete per restare in contatto anche dopo l’ingresso nel mondo del lavoro.

La forza di un social network è l’effetto rete che riesce a creare in rapporto a due ordini di  esigenze: quelle da soddisfare e quelle da garantire.

Ciò premesso, il contributo, dopo aver inquadrato i servizi offerti dai siti di aggregazione sociale alla luce della loro operatività globale, offre un approfondimento sulla disciplina di tali servizi, così come contenuta nelle condizioni generali di contratto (CGC) – più note come condizioni d’uso -. L’analisi si focalizza sull’informativa relativa agli utilizzi economici dei contenuti e s’ispira alla convinzione che la conoscenza delle regole giuridiche applicabili e/o di fatto applicate ai servizi in questione sia una premessa essenziale, eppure spesso trascurata, al fine di comprenderne e valutare sia i futuri sviluppi sia le enormi potenzialità.



 

L'autore

Katia Marcantonio