nel numero 1 del 2011

Sull’indipendenza delle autorita amministrative indipendenti

Alessia Leonardi

Mario Felice Speranza

5,00

Guardando alla storia europea degli ultimi due secoli sulle tracce delle speculazioni di politologi ed economisti in merito all’idea di potere indipendente, già all’inizio dell’800 Benjamin Constant ricorreva alla dizione pouvoir neutre per descrivere il potere del monarca costituzionale che dovrebbe prefigurare, come un invisible modérateur, uno spazio entro cui i conflitti possano trovare bilanciamento e composizione. Tuttavia, tesi più articolate sono rintracciabili a seguito dell’erompere dei partiti di massa e dei conseguenti mutamenti del ruolo dello Stato.

Verso la metà del 1920 John Maynard Keynes teorizzava che la dimensione ideale dell’unità organizzativa e di controllo dovrebbe essere individuata in “organismi semiautonomi all’interno dello Stato” da preferire “ad ogni organo del governo centrale di cui sia direttamente responsabile un ministro”. All’inizio degli anni Trenta del secolo scorso, il giurista tedesco Carl Schmitt affrontava il tema dell’opportunità di depoliticizzare “determinate istituzioni particolarmente bisognose di protezione nell’interesse di tutta l’economia” in un’ottica di contrapposizione tra parzialità della decisione politica e neutralità tecnica che, tuttavia, si declinerebbe in una semplice “depoliticizzazione partitica” senza pervenire ad un’effettiva neutralizzazione delle decisioni (v. infra par. 3). Successivamente, Joseph Schumpeter, intorno al 1950, evidenziava l’antinomia tra il corretto svolgersi del metodo democratico e una decisione politica totalizzante, volgendo lo sguardo, inter alia, al ruolo dei tecnici non politici il cui potere decisionale avrà un raggio d’azione definibile in rapporto all’autocontrollo (rectius, all’autolimitazione) degli organi politici.

La presente ricerca rappresenta uno studio dell’indipendenza quale requisito del funzionamento delle autorità amministrative indipendenti italiane e possibile criterio di valutazione nelle analisi di performance.

Dapprima la ricerca si è focalizzata sulle mutazioni dell’apparato amministrativo italiano e sull’evoluzione dello Stato liberale nella direzione dello Stato di diritto, fattori che possono rappresentare una possibile chiave di lettura per inquadrare storicamente la nascita delle autorità amministrative indipendenti (paragrafo 2).

Successivamente è proposta una sintetica ricognizione, certamente non esaustiva, delle interpretazioni fornite dalla dottrina giuridica sul significato dell’indipendenza, anche in relazione a concetti ulteriori quali l’imparzialità, la neutralità e l’autonomia (paragrafi 3 e 4).

Nel seguito, ci si è soffermati sugli approcci adottati nelle valutazioni economiche della performance delle autorità, evidenziando il ruolo in essi assunto dall’indipendenza come criterio valutativo (paragrafo 5).

Infine, sono affrontate le principali questioni inerenti la definizione del grado di indipendenza e le soluzioni maggiormente condivise (paragrafo 6).

Il riferimento alla letteratura scientifica sull’argomento ha rappresentato un fattore imprescindibile per la determinazione dei contenuti della ricerca.

 

Gli Autori

Alessia Leonardi

Mario Felice Speranza