Un’etica della libertà

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Nella Areopagitica, Isocrate scrive dalla propria casa, fingendo di presentarsi al popolo radunato e adottando la forma del discorso pubblico. In analogia formale, Milton si richiama a Isocrate non soltanto nel titolo di questo Discorso sulla libertà di stampa, ma nel significato più profondo che questo assume nelle sue riflessioni. C’è una scelta di civiltà in tutto lo scritto che deve essere ben considerata nel leggere. Milton sceglie Isocrate come portatore di un significato di libertà che si manifesta nella varietà nella prassi; mentre, viene contrapposta l’autorità, e quindi l’assoluto e la teoria nella raffigurazione di Platone, del quale vengono criticate le indicazioni censorie. Sul frontespizio della prima edizione della Areopagitica, Milton traduce in inglese questi versi di Euripide: “Questa è la libertà: Qualcuno vuole dare qualche consiglio utile alla città? Allora chi lo desidera si conquisti la fama, e chi non lo vuole tace. Quale uguaglianza è migliore di questa per una città?”
La scelta di queste parole come introduzione al messaggio che rivolgeva al Parlamento ha un significato generale e consente una comprensione più diretta e preliminare dei valori che Milton si accingeva a dichiarare.

L'autore

Claudio Signorile