nel numero 3 del 2010

Universalita del servizio e tutela dei dati personali nella direttiva “Citizens Rights” n. 2009/136/CE

Vincenzo Maria Sbrescia

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Con il varo nel 2009, nell’ambito del nuovo pacchetto Telecom, della direttiva 2009/136/CE del 25 novembre 2000, il legislatore ha inteso apportare numerose innovazioni ed integrazioni al quadro normativo vigente, intervenendo, in particolare, sulla direttiva 2002/22/CE, relativa al servizio universale ed ai diritti degli utenti in materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica; sul regolamento (CE) n. 2006/2004 sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell’esecuzione della normativa a tutela dei consumatori e sulla direttiva 2002/58/CE relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche.

Al fine di consentire una visione d’insieme delle linee direttrici seguite dal legislatore per adeguare il quadro normativo alle continue innovazioni tecnologiche, sembra opportuno prendere in considerazione, seppure in modo assai sintetico, le specifiche innovazioni introdotte dal legislatore europeo con la nuova direttiva 2009/136/CE in materia di universalità del servizio e tutela dei dati personali, entrata in vigore il 19 dicembre 2009.

Va, preliminarmente, evidenziato che le direttive adottate nell’ambito del pacchetto Telecom 2002 (varato in seguito all’emanazione della 1999 Communications Review) assegnarono alla Commissione il compito di verificare l’esigenza di apportare modifiche alle norme vigenti, alla luce del progresso tecnico e dello sviluppo del mercato di settore. Ciò nel tentativo di adeguare il framework normativo europeo in materia di comunicazioni elettroniche alle dinamiche tecnologiche ed alle nuove direttrici economico-industriali che modificano continuamente i sistemi di comunicazione, costringendo il legislatore, in quest’epoca definita “era tecnologica”, ad ‘inseguire’ i processi di cambiamento nel comparto in esame; comparto che, come è noto, si pone al centro del rapporto tra tecnica e diritto, tra ordine tecnologico e ordine giuridico.

L’azione riformista, avviata dal legislatore europeo, rientra nelle attività che normalmente la Commissione è tenuta a svolgere al fine di sottoporre ad un riesame periodico le disposizioni che compongono le cinque direttive che costituiscono il quadro normativo in vigore per le reti e i servizi di comunicazioni elettroniche.

In attuazione dei citati obblighi, la Commissione, dopo aver compiuto un’analisi dell’assetto normativo vigente e dello stato di attuazione della legislazione varata nel 2002, ha presentato (nella Comunicazione del 29 giugno 2006, al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni), i risultati concernenti la fase di riesame del quadro normativo dell’Unione Europea per le reti e i servizi di comunicazione elettronica.

Il nuovo quadro ordinamentale si pone come una tappa fondamentale nel processo verso la completa definizione dello spazio europeo delle comunicazioni, al fine di configurare una società dell’informazione per tutti i cittadini dell’UE. La riforma del quadro normativo dell’Unione Europea per le reti e i servizi di comunicazione elettronica, compreso il rafforzamento delle disposizioni riguardanti gli utenti finali disabili, rappresenta, pertanto, una tappa essenziale verso il completamento dello spazio europeo unico dell’informazione e verso una società dell’informazione per tutti.

Questi obiettivi rientrano nel quadro strategico per lo sviluppo della società dell'informazione, descritto nella Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo ed al Comitato delle regioni, del 10 giugno 2005, intitolata “i2010 – una società dell’informazione per la crescita e l’occupazione”.

La Commissione ha anche precisato che una delle principali esigenze del servizio universale riguarda la fornitura (agli utenti che lo richiedono) di un allacciamento alla rete pubblica di comunicazione in postazione fissa ma ad un prezzo contenuto. In particolare, si rileva che la menzionata esigenza concerne l’erogazione di servizi telefonici, telefax e di trasmissione dati, sia sul piano internazionale che su quello nazionale e locale: si tratta, cioè, di quell’insieme di servizi di comunicazione elettronica che gli Stati membri possono fornire all’utente finale.

Il legislatore ha, altresì, evidenziato che non dovrebbero esserci limitazioni relativamente ai mezzi tecnici utilizzati, alle tecnologie con o senza filo, “per rendere disponibili detti servizi” ed inoltre non dovrebbero essere adottate misure di natura vincolante che fissino quali siano gli operatori chiamati ad assumersi in parte o in toto gli oneri riguardanti gli obblighi derivanti dal principio dell’universalità del servizio.

Nella summenzionata Comunicazione si è, poi, rappresentata la necessità di garantire un miglioramento delle capacità delle reti di trasmettere dati, ed è stata, altresì, sottolineata l’opportunità di assicurare, sul piano normativo, una certa elasticità al sistema di regolamentazione. Ciò al fine di consentire ai Paesi dell’UE di varare le misure necessarie affinché “una connessione dati possa supportare velocità di trasmissione soddisfacenti e sufficienti ai fini di un accesso funzionale a Internet, così come definito dagli Stati membri, tenendo debitamente conto di circostanze specifiche nei mercati nazionali, come ad esempio la larghezza di banda utilizzata dalla maggioranza degli abbonati in un dato Stato membro e la fattibilità tecnologica, sempre che tali misure mirino a ridurre al minimo le distorsioni del mercato”.

La nuova direttiva 2009/136/CE rappresenta uno dei pilastri essenziali del nuovo quadro regolativo varato al fine di adeguare l’assetto ordinamentale delle comunicazioni alle innovazioni tecnologiche ed alle dinamiche economico-commerciali. Essa introduce modifiche alle direttive 2002/22/CE (direttiva servizio universale) e 2002/58/CE (direttiva relativa alla vita privata e alle comunicazioni elettroniche).

Nel presente contributo si cercherà di analizzare le linee direttrici seguite dal legislatore per riformare, o più correttamente aggiornare, la disciplina in materia di servizio universale e la normativa in materia di tutela dei dati personali. Il nuovo assetto legislativo viene, infatti, ad incardinarsi nel quadro normativo vigente, attraverso innovativi innesti alla regolamentazione varata nel 2002. In quest’ottica, prima di soffermare l’attenzione sulle novità legislative introdotte con la nuova direttiva 2009/136/CE, appare opportuno ripercorrere, seppure in modo assai sintetico, le linee di sviluppo della legislazione in vigore varata nel 2002 nell’ambito del pacchetto Telecom con riferimento specifico alla tematica del servizio universale. A seguire si prenderà in esame la disciplina in materia di tutela dei dati personali, così come varata nel 2002 ed, inoltre, si farà riferimento ad alcune delle innovazioni introdotte con il pacchetto Telecom 2009 in materia di tutela dei dati personali.

 


 

L'autore

Vincenzo Maria Sbrescia