nel numero 1 del 2017

User Genereted Content e Informazione televisiva: opportunità e sfide

Laura Cervi

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Ogni grande invenzione tecnologica ha portato ad un cambiamento del paradigma comunicativo, tuttavia pochi momenti della storia dell’umanità sono stati così rivoluzionari, in termini di distribuzione dell’informazione e della conoscenza, come il periodo attuale.

Internet è emersa come una grande forza trasformatrice: il modello di comunicazione verticale e unidirezionale tipico della società industriale e dei mezzi di comunicazione di massa è stato rimpiazzato da un modello orizzontale e multidirezionale nel quale gli individui diventano prosumers, allo stesso tempo consumatori e produttori di informazioni.

Alex Bruns ha definito questo fenomeno “produsage. Questo neologismo sincratico definisce quegli utenti che, svincolandosi dal classico ruolo passivo, assumono un ruolo più attivo nel processo di creazione, produzione, distribuzione e consumo del bene che definisce la nostra società: l’informazione.

La diffusione capillare delle Rete, dei social network e delle diverse “piattaforme partecipative” rendono sempre più evidente che, mai come nel presente contesto storico, l’informazione è diventata un vero e proprio bene comune. L’informazione non è più competenza esclusiva di una “casta” di professionisti, ma coinvolge potenzialmente l’intera cittadinanza. Le nuove tecnologie hanno prodotto, dunque, un cambiamento nei rapporti di forza che ha trasformato i mercati dell’informazione, della comunicazione e della cultura: questo cambio di paradigma, che implica la democratizzazione dell’informazione, sta portando inesorabilmente alla democratizzazione del giornalismoLa tradizionale gerarchia fra il giornalista-emittente, insindacabile nei suoi modi e tempi di lavoro, e il cittadino-ricevente, relegato in una condizione passiva, è messa in discussione. Come già affermava Jenkins nel 2006, il pubblico, in qualche modo emancipato da queste nuove tecnologie, occupa uno spazio all’intersezione tra vecchi e nuovi media, e reclama il “diritto di partecipare alla cultura”, di interagire, dialogare e collaborare con i media, di verificarne la qualità del servizio, e infine di avere un ruolo attivo nei nuovi processi produttivi.

L'autore

Laura Cervi