nel numero 1 del 2012

Victor hugo contro i tagli alla cultura. Discussione sulla revisione del bilancio dello stato del 1848

Fabiana Cammarano

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Per una più agevole lettura e comprensione dei discorsi di Victor Hugo che vi proponiamo è necessario soffermarci sulle caratteristiche del periodo politico e sulle conseguenze che questo ebbero sul pensiero e sulla vita del personaggio.

Il primo esordio poetico di Hugo fu sotto il segno della restaurata monarchia dei Borboni. Egli, divenne, grazie anche ai buoni uffici della madre, poeta ufficiale di corte. Sul suo temperamento conservatore non ci sono dubbi. Tant'è vero che in quegli anni diede vita ad una rivista il cui titolo è inequivocabile Conservateur litteraire.

Successivamente, però, il romanticismo lo portò ad allontanarsi da questa prima collocazione e iniziò la fase umanistica che si prolungò anche dopo il passaggio, caduti i Borboni, alla monarchia di Louis Philippe d'Orleans, il re cittadino. Siamo nel 1830, sono anni di forti contrasti politici e tensioni sociali che porteranno fino all'insurrezione di Parigi e alle giornate rivoluzionarie di luglio.

Nel 1848 una nuova insurrezione porta alla II Repubblica.

Nel febbraio 1848, all'indomani dell'instaurazione della Repubblica, lo scrittore Alphonse de Lamartine, grande amico di Hugo e figura di spicco del nuovo corso politico, offrì al poeta il posto di ministro dell'istruzione pubblica. Hugo rifiutò ma attratto dalla politica si presentò come candidato per l'Assemblea costiutente. Il 4 giugno Hugo venne eletto.

All'interno dell'Assemblea Hugo assunse, sin dall'inizio, una posizione abbastanza autonoma. Egli prese molto molto a cuore le sorti dei più deboli. Una posizione che certo non gli garantì il consenso dei conservatori. Nello stesso tempo, però, le sue posizioni contro gli Ateliers nationaux ritenuti inutili e le sue idee contro l'introduzione di elementi di socialismo nella società, gli suscitarono dissenso anche nella fila della sinistra.

Dopo i disordini dell'estate 1848, Hugo intervenne più volte all'Assemblea riaffermando e difendendo i principi e i valori che lo ispiravano: si oppose alle deportazioni degli sommosse, sostenne la libertà della stampa, si oppose alla pena di morte.

Entrando nel merito del discorso parlamentare che proponiamo, Hugo cerca di dissuadere i suoi colleghi dall'idea di introdurre tagli alla cultura per ottenere una riduzione delle spese di bilancio.

Il discorso di Hugo si articola su tre gradini fondamentali. Prima di tutto mette in evidenza l'esiguità dell'ammontare delle spese che si vogliono abbattere. Successivamente elenca tutte le istituzione che verrebbero colpite dai tagli. Infine, argomenta le conseguenze nefaste che i tagli avrebbero sulla cultura e sulla società francese. Hugo mostra come si arriverebbe al dilagare dell'ignoranza, alla decadenza culturale che farebbe perdere alla Francia quel ruolo autorevole che ha sempre avuto a livello internazionale proprio nella cultura, nelle lettere, nelle arti  e nelle scienze.

L'autore

Fabiana Cammarano